Una lettera per Valenzano: Il discorso di fine campagna elettorale di Pasqualino Borgese

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Mia cara Valenzano,

Oggi, piuttosto che parlare, ho preferito scriverti una lettera. Ti ho nel cuore e per rappresentarti ho il dovere di ascoltarti. Questo è il dovere di un sindaco che ti ama, Valenzano.

Senza conoscere, non si può amare: in questi giorni c’è chi ti corteggia senza conoscerti davvero, forse, vuole solo approfittare di te.

Come chi ti promette una scuola di teatro e non sa che ben 3 compagnie teatrali lavorano già sul tuo territorio, con tutte le difficoltà nel reperire fondi, persone e spazi.

Lo stesso che promette un uso libero del tuo territorio a manifestazioni ed eventi e forse non sa che è già così!

Come chi promette di rifarti il trucco. Sono gli stessi che in passato hanno contribuito a rovinare il tuo aspetto.

Li conosci? Sono gli stessi che hanno profanato il tuo cuore, trasformando questa piazza.

Fidati di me, sono un architetto: questa piazza più che ad un salotto, somiglia ad un corridoio: lungo, spoglio, senza anima, senza cuore.

Mia Cara Valenzano, non sono qui a farti promesse elettorali. Chi mi conosce sa che sono una persona concreta. Per convincerti, ti do un buon motivo per votarmi. Anzi no, te ne do dieci.

Uno. Valenzano, non sei stanca di essere governata sempre e solo dalle solite facce?

Dalla politica dei pacchetti di voto?

Dalle liste costruite con la calcolatrice?

Dalle Amministrazioni che si spacciano per nuove, anche se composte dalle solite persone?

Da chi cambia maglietta ad ogni elezione e si nasconde dietro innocue liste civiche, pur di sopravvivere all’interno delle tue istituzioni?

Ecco, io e il progetto che mi sostiene ti proponiamo un rinnovamento completo: nei volti, nei modi e nei fatti.

Due. Il lavoro. Tu Valenzano non sei l’ufficio di collocamento e non dai posti di lavoro.

Con noi, però, puoi creare occasioni ed opportunità.

Noi vogliamo dare opportunità di sviluppo a nuove e già esistenti realtà.

Collaborare con l’Università e realizzare qui il nuovo polo universitario, per creare concreti posti di lavoro e far crescere la tua comunità.

Tre. Ho a cuore la tua comunità e ti immagino come una grande e unica famiglia.

Questo è un momento difficile per noi: ma come si risolvono i momenti difficili in una famiglia?

Ascoltando, collaborando e ricucendo gli strappi.

Occorre ascoltare i problemi della tua gente, dei più deboli, di chi non ha voce: gli anziani, i giovani, le nuove famiglie, chi non ha lavoro, chi ha problemi di salute.

Occorre collaborare per  crescere insieme.

Le associazioni locali sono il tesoro della tua comunità.

Le guiderò a lavorare in rete.

Dal loro prezioso lavoro sul territorio arriveranno le risposte alle emergenze sociali e alle esigenze culturali dei tuoi cittadini.

Il loro prezioso lavoro aiuterà le nuove generazioni a crescere, e ad avere occasioni di svago.

Occorre ricucire il tuo territorio.

Ogni parte di esso deve essere amata nello stesso modo dalla tua comunità. Nessuno si sentirà cittadino di serie B.

Voglio ricucire gli strappi causati dalla tua crescita disordinata.

T’immagino come una città policentrica: ogni tua parte avrà una sua vocazione, per attrarre a sé le altre parti.

Fondi europei ci permetteranno di realizzare opere, piste ciclabili e percorsi pedonali per facilitare i collegamenti fra le tue anime.

Quattro. Gli unici veri ed indiscussi protagonisti di questo progetto, mia cara Valenzano, sono i giovani.

Anzi, i giovani sono il progetto

L’età media della lista che mi sostiene è di 36 anni.

Giovani e meno giovani testimoni di uno scambio generazionale.

Cinque. Giovani sì, Valenzano, ma non sprovveduti. Giovani sì, ma non incompetenti. Giovani, ma saggi.

Valenzano, tu hai bisogno di persone capaci.

Per il tuo ambiente, per il tuo territorio, per la tua comunità la politica improvvisata non basta più.

Sei. Valenzano, il significato delle parole legalità e trasparenza lo conosciamo bene, perché appartengono al DNA delle persone che fanno parte di questo progetto.

Noi non crediamo in questi valori solo durante la campagna elettorale. Alcuni di noi si spendono ogni giorno perché questi valori vadano avanti. Lo facciamo per te, Valenzano. Da sempre.

Possono le altre coalizioni dire la stessa cosa?  Alcune di loro, pur scrivendo queste belle parole nel proprio programma, hanno all’interno candidati che pubblicamente, dal vivo o su internet, insultano il diverso e manifestano il loro essere razzisti.

Sette. La politica non si improvvisa: si vive.

Non si raccolgono adesioni in 2 mesi inventando un percorso politico solo a scopo elettorale.

Noi già da anni viviamo questo progetto. L’esperienza dell’Altra Faccia nel 2010 è stato il suo inizio. Unica lista civica sopravissuta alle scorse elezioni, che oggi alimenta il cuore di questo progetto, con le stesse energie, le stesse idee ma con ben 3 anni di esperienza.

Otto. La tua storia recente, Valenzano, ha visto scrivere pagine buie.

L’operazione Domino ha gettato ombre sulla tua comunità, creando sfiducia tra i cittadini e chi ti ha amministrato.

Noi crediamo che la tua comunità ha bisogno di ritrovare questa fiducia. Un segnale forte sarà la difesa, in ogni sede, della tua immagine lesa.

Nove. Mia cara Valenzano, questa campagna elettorale vede ai nastri di partenza 3 grosse coalizioni, 80 – 112 persone per candidato sindaco che molto spesso non si conoscono.

Quale coerenza possono portare avanti persone che neppure si conoscono fra loro?

Il progetto che il Partito Democratico ha per te, Valenzano, è rappresentato da una lista la cui forza e unità sono le sue idee.

Eleggerci significa garantirti, oh Valenzano, un governo solido, unito e vincente.

Dieci. Le idee camminano e la politica fatta dai mestieranti non ci interessa.

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e camminano sulle gambe di altri uomini”.

La nostra lista è profondamente rinnovata, ma non ha messo da parte i protagonisti del rinnovamento: Luigi Lampignano e Claudio Di Turi, che sono con noi nel progetto politico che il Partito Democratico ha per te, Valenzano.

Infine una cosa mi sta ancora a cuore dirtela, e chiudo Valenzano.

Io sono un uomo di 53 anni, grande e grosso, sempre calmo, rilassato, disponibile al confronto.

Capisco che la campagna elettorale possa esser fatta a suon di promesse per convincere la gente, e posso anche tollerare che i candidati strizzino l’occhio a trucchetti di vecchia maniera.

Una cosa che non tollero, però,  e per la quale lotterò sino alle fine, è lo speculare sui sogni.

Perché io non speculo sui sogni, Valenzano.

Perché io, Valenzano, a 53 anni, sogno ancora.

One Response to Una lettera per Valenzano: Il discorso di fine campagna elettorale di Pasqualino Borgese

  1. marta scrive:

    Parole saggie che dovrebbero valere più di un buono di benzina e facili promesse. Speriamo che i valenzanesi pensino alla loro Valenzano e non a farsi ingannare come sempre dalle solite vecchie facce.

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