Resoconto del Consiglio Comunale del 27 luglio 2013

consigliovalenzano

Si è svolto la mattina di sabato 27 luglio il secondo Consiglio comunale dell’era Lomoro. Una seduta anomala: convocare il Consiglio Comunale alle 8.00 di sabato mattina, in piena estate, scoraggia la partecipazione popolare.
L’opposizione ha sollevato questioni pregiudiziali in merito alla legittimità della convocazione, respinte però dalla maggioranza.
Primo punto discusso dal Consiglio, l’istanza presentata dall’Istituto Agronomico Mediterraneo per l’ampliamento e la razionalizzazione degli spazi all’interno dell’area.
La maggioranza ha elogiato l’amministrazione e il percorso avviato con lo IAM. Dalla minoranza, invece, sono arrivate visioni eterogenee:
il consigliere Tonio De Nicolò ha posto una serie di dubbi in merito a vizi di legittimità che avrebbero potuto inficiare il provvedimento.
Giovanni Luisi si è invece detto favorevole al provvedimento, dopo aver puntato l’indice contro la gestione del ex sindaco Luigi Lampignano, reo – a suo dire – di non aver mai messo al corrente nessuno dei rapporti con lo IAM. Eppure, lo stesso Luisi faceva parte della giunta Lampignano: perché sollevare solo ora la questione?
Francesca Ferri, pur facendo parte formalmente della minoranza, ha dichiarato di non volersi associare ai metodi dell’opposizione -da lei definiti “squallidi” – dando tutto il proprio sostegno al provvedimento, per poi avanzare perplessità sull’assenza del consigliere Maria Cicirelli.
Giampaolo Romanazzi è intervenuto per spiegare che la mancanza del consigliere Cicirelli si doveva a questioni di carattere personale, e ha poi dichiarato di astenersi visti i dubbi sulla legittimità dell’atto.
Il provvedimento è quindi passato con le sole astensioni del consigliere De Nicolò e del consigliere Romanazzi: a favore la maggioranza e i consiglieri di minoranza Ferri, Luisi e Sollecito.
Dopo la fase dedicata alle interrogazioni, si è passati a dibattere della istituzione di una Commissione speciale per la revisione dello Statuto e del Regolamento di Funzionamento del Consiglio comunale
L’argomento è stato introdotto dal Presidente del Consiglio Giovanni Giuliano, che ha spiegato il percorso che ha portato a individuare la necessità di costituire una Commissione del genere. Dopo una breve discussione, il provvedimento è passato all’unanimità, con l’integrazione, proposta dalla minoranza, relativa alla gratuità dei lavori della Commissione. Un’analoga Commissione si era già insediata con la precedente Amministrazione, anche se non aveva potuto approfondire i lavori a causa dello scioglimento anticipato del Consiglio: l’istituzione della Commissione era stata richiesta dall’allora minoranza, ed era stata la maggioranza a fissare il principio della sua gratuità.
Quindi, il punto relativo all’elezione dei componenti delle Commissioni consiliari permanenti. Elezione che sarebbe dovuta già avvenire nel precedente Consiglio del 4 luglio: il provvedimento era stato però rinviato. Anche all’inizio di questo punto è intervenuto a relazionare il Presidente Giuliano, per spiegare che l’Amministrazione aveva avvertito la necessità di ridurre nella composizione le Commissioni consiliari, a causa della diminuzione del numero dei Consiglieri: il Consiglio Comunale di Valenzano è passato difatti da 20 a 16 componenti.
L’oggetto del provvedimento recava dunque la dicitura “riduzione proporzionale del numero dei componenti”. E però, la precedente Amministrazione Lampignano aveva già ridotto la composizione e il numero delle Commissioni, passando da cinque Commissioni, di sei componenti ciascuna, a quattro Commissioni, di cinque componenti ciascuna. Di contro, nell’atto proposto all’approvazione del Consiglio comunale, venivano contemplate cinque Commissioni consiliari da cinque componenti ciascuna. Di fatto, questa Amministrazione stava aumentandone il numero, anche se nel titolo del provvedimento si parlava di “riduzione”.
Certo è che la “quadra” non è stata trovata neanche in questo Consiglio comunale: dopo una sospensione, richiesta perché nella maggioranza e nella minoranza ci si potesse mettere d’accordo sui nomi dei consiglieri da proporre per le Commissioni, alla riapertura dei lavori il Consigliere Agostino Partipilo, senza motivare la sua dichiarazione, ha proposto il ritiro del provvedimento. La proposta del ritiro è stata approvata a maggioranza. Il problema si deve essere innescato all’interno della maggioranza: probabilmente non tornavano più i conti in merito ai posti da assegnare nelle varie Commissioni.
Possibile che nessuno si fosse reso conto della contradditorietà del provvedimento e della “riduzione” che in realtà era un aumento? Molti Consiglieri, sia di maggioranza sia di minoranza (primo fra tutti il Presidente del Consiglio), provenivano dal vecchio Consiglio comunale: avrebbero dovuto sapere quante erano le Commissioni costituite dalla precedente Amministrazione.
Il risultato, in ogni caso, è stato un “nulla di fatto” per le Commissioni neanche questa volta.
Alla chiusura dei lavori, è intervenuto il Sindaco per dare comunicazione delle dimissioni dell’Assessore Ugo Amoruso (bilancio e programmazione). Il sindaco ha letto la lettera di dimissioni, con cui l’Assessore Amoruso spiegava il suo gesto dando motivazioni di carattere personale. È quindi seguito un botta e risposta acceso tra la minoranza e la maggioranza. Dai banchi dell’opposizione sono provenuti interventi in merito alle crepe che già si stanno evidenziando all’interno dell’Amministrazione. I consiglieri di minoranza intervenuti hanno in particolare evidenziato che le dimissioni dell’Assessore Amoruso non sono un gesto di natura personale, ma hanno carattere chiaramente politico.
Che vi fossero fibrillazioni interne alla compagine amministrativa era comunque evidenziato dalle numerose assenze nei banchi della maggioranza: erano ben tre i consiglieri che, durante i lavori del Consiglio, mancavano. Per la precisione, gli assenti erano Antonio De Mario, Nicola Capozzi, Francesco De Vivo. E già durante la seduta, correvano voci a proposito delle imminenti dimissioni anche del vicesindaco Umberto Sbarra (che in effetti non sedeva tra gli scranni della Giunta).

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