Piano Paesaggistico Territoriale Regionale: no a letture strumentali

PPTR_Puglia

Il circolo del Pd di Valenzano apprezza lo sforzo della Regione Puglia che attraverso il PPTR ha voluto approntare uno strumento per una maggiore tutela e salvaguardia dei beni paesaggistici e territoriali. In particolare, prendiamo atto che all’interno di tale fondamentale documento sono stati recepiti i vincoli derivanti dal Codice dei Beni Culturali, eliminando così ogni possibile dubbio sull’interpretazione e l’applicazione delle norme.
Tuttavia, il nostro ruolo politico ci impone di segnalare questioni derivanti dalla scarsa cultura del paesaggio e dalla poca sensibilità delle Amministrazioni locali nei confronti della tutela del proprio territorio: in particolare riceviamo da imprenditori, operatori del settore e cittadini diverse sollecitazioni in merito a interpretazioni fortemente restrittive, che non colgono il reale spirito del PPTR, e che, qualora applicate, potrebbero provocare un acuirsi dell’allarme sociale. Un disagio avvertito specialmente da chi opera nel settore edilizio. Settore una cui eventuale e ulteriore contrazione produrrebbe ricadute negative in termini economici, occupazionali e sociali.
Temiamo, in particolare, che sul PPTR a Valenzano si giochi una partita più che altro politica, attraverso un uso strumentale e distorto delle norme. Una partita in cui settori della politica e dell’Amministrazione tendono ad acuire ansie e timori a scopo più che altro propagandistico.
Per questo riteniamo utile e opportuno che venga dall’Ente Regione un’interpretazione autentica delle norme.

In particolare uno dei problemi riguarda le norme di salvaguardia della “città consolidata”, in quanto, benché il documento precisi che la apposizione di vincoli specifici è demandata a norme e piani particolareggiati da parte delle realtà territoriali, non risulta ben chiaro se nel periodo transitorio tra l’adozione del PPTR e la sua entrata in vigore vi siano norme di salvaguardia che disciplinino diversamente l’utilizzo di aree già tipizzate quali “B” di completamento e “C” di espansione. Infatti, una inadeguata interpretazione delle norme porterebbe al sistematico blocco della suscettibilità edificatoria di tali maglie omogenee i cui diritti volumetrici sono ampiamente consolidati.

Inoltre, relativamente alle aree buffer dei torrenti (tipicamente 150 m dal ciglio più alto) già tipizzate quali “B” di completamento e “C” di espansione, venga salvaguardata la loro suscettibilità edificatoria, come sembrerebbe confermato dall’art. 91 c. 9 delle norme tecniche del PPTR e dalle specifiche norme del PUTT/P (a cui il richiamato articolo rimanda).

Infine, andrebbe ulteriormente chiarito se i vincoli derivanti dalle misure di salvaguardia del “patto città campagna” trovino applicazione nelle fattispecie delle zone “C” di espansione non ancora convenzionate.

È nostro intento evitare che quelle strumentalizzazioni richiamate in apertura, nonché un eccesso di zelo degli uffici comunali, possano portare a vivere in maniera conflittuale norme come quelle del PPTR che in realtà sono state pensate per uno sviluppo armonico del territorio e per un bilanciamento degli interessi in campo.

Valenzano, 2 settembre 2013

Il Segretario di Circolo
Federico FALCO

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