Il Comune “sfratta” le associazioni ospitate presso i locali della Biblioteca

biblioteca comunale

E’ di questi giorni la notizia che le associazioni culturali e di volontariato che avevano in concessione d’uso i locali della Biblioteca comunale hanno ricevuto una lettera da parte dell’Amministrazione, con cui viene intimato loro di sgomberare gli stessi locali.
Potremmo anche comprendere la necessità di liberare l’edificio della Biblioteca per ripristinare quella che era la sua originaria funzione: quella, appunto, di spazio destinato alla conservazione e alla consultazione di testi.
E però, non è possibile che per riattivare la Biblioteca debbano essere penalizzate realtà vive e attive sul territorio, come le associazioni, che svolgono una preziosa opera di aggregazione e di socializzazione.
Ricordiamo che la precedente Amministrazione stava cercando una soluzione che contemperasse le varie esigenze e che non penalizzasse nessuno: soluzione che passava attraverso la riqualificazione del secondo piano dell’ex opificio Martucci (edificio destinato a diventare “centro polifunzionale”). Perché l’attuale Amministrazione non ha cercato di fare altrettanto? Perché è stata adottata, invece, una strategia che passa attraverso una soluzione brutale e improvvisa, vale a dire un vero e proprio “sfratto”? L’alternativa proposta alle associazioni (quella secondo cui potranno occupare il “Centro Cultura” in largo Plebiscito) non è certo credibile, dal momento i tempi di attivazione del “Centro Cultura” sono tuttora incerti, e soprattutto che tale struttura era destinata ad altro! Non ci pare allora segno di serietà “spostare il problema” da una struttura a un’altra e ipotecare il futuro del “Centro Cultura”.
Soprattutto, un’Amministrazione lungimirante e attenta alle varie realtà operanti sul territorio avrebbe dovuto ricercare una soluzione condivisa e concertata con le Associazioni stesse. Luoghi e strumenti del confronto e della concertazione ce ne sarebbero (solo a volerli far funzionare): citiamo l’esempio della Consulta delle associazioni, strumento attivato dalla precedente Amministrazione. Perché è mancata questa ricerca di confronto?
Il risultato rischia di essere una situazione di conflittualità tra Amministrazione e associazioni. Situazione che non giova certamente a nessuno: non giova alle associazioni, non giova al Comune, non giova, soprattutto, alla collettività.
Chiediamo pertanto che l’Amministrazione annulli questa scelta miope, convochi e faccia insediare immediatamente la Consulta delle Associazioni, e, con l’ausilio di questo strumento di partecipazione democratica, individui una soluzione condivisa, che tenga conto delle esigenze delle realtà associative presenti e operanti sul territorio.

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