Dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, opportunità per la comunità di Valenzano

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Una partecipata e stimolante occasione di confronto e di discussione sui temi della pianificazione territoriale e del paesaggio concepito come risorsa e opportunità: questo è stata la conferenza pubblica sul Piano Paesaggistico Territoriale Regionale tenutasi a Valenzano (presso il castello baronale) la sera di sabato 19 ottobre, e organizzata dal locale circolo del Partito Democratico.
Un incontro voluto, come ha precisato nel suo intervento introduttivo Pasqualino Borgese (rappresentante del Pd di Valenzano) innanzi tutto per fare corretta informazione sul Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, in modo tale da sgombrare eventuali timori da parte di cittadini e operatori. Un Piano come il PPTR, ha sottolineato Borgese, non deve incutere preoccupazioni: deve essere vissuto come un’opportunità, soprattutto da parte di una comunità come quella di Valenzano in cui mancano tuttora strumenti come il Piano Urbanistico Generale e la pianificazione territoriale passa ancora attraverso un Piano di Fabbricazione che risale al 1975. Di qui l’idea del Pd di organizzare un incontro pubblico per dare elementi di conoscenza e di analisi, innanzi tutto sui riflessi e le ricadute del PPTR su Valenzano.
In apertura del confronto, è intervenuto il sindaco di Valenzano, Antonio Lomoro, che ha portato i saluti istituzionali dell’Amministrazione, ringraziando il circolo del Pd di Valenzano per l’invito e dando il benvenuto all’Assessore Regionale Angela Barbanente. Il sindaco è quindi entrato nel merito del tema della discussione, chiedendo all’Assessore Barbanente delucidazioni e rassicurazioni in merito a quanto previsto nel Piano riguardo i due torrenti compresi nel territorio valenzanese. A detta del Sindaco, tale tema starebbe destando preoccupazioni in molti cittadini: di qui la domanda se ci fosse la possibilità di “declassificare” quelle che sono classificate come “acque pubbliche”.
Quindi, l’intervento di Angela Barbanente, Vicepresidente della Regione Puglia e Assessore all’Assetto del Territorio. Un intervento innanzi tutto mirato a dare le idee di base sul Piano e a informare su come la Regione sta lavorando di concerto con il Ministero per andare alla “riadozione” dello stesso. L’Assessore Barbanente ha quindi illustrato le principali finalità del Piano: innanzi tutto il recupero e la riqualificazione del paesaggio della Puglia. Un paesaggio che è il risultato dell’intreccio fra elementi naturali ed elementi culturali. E poi, la semplificazione dei procedimenti: da questo punto di vista, infatti, sono previste premialità per le Regioni che adottano Piani adeguati al Codice del Paesaggio e, a cascata, per quei Comuni che adeguano la propria pianificazione ai Piani Regionali.
Angela Barbanente si è soffermata sul Patto Città/Campagna, la cui filosofia di fondo è contenere il consumo del suolo attraverso strumenti come la Rigenerazione Urbana, o ancora (sul versante rurale) attraverso l’istituzione di “parchi agricoli”. Ha poi sottolineato che la Regione si accinge a “riadottare” il Piano, eliminando le salvaguardie su ulteriori contesti paesaggistici.
Per quanto riguarda la ricaduta del Piano sui territori comunali (e sull’azione delle Amministrazioni), Angela Barbanente ha precisato che gli indirizzi e le direttive del Piano devono essere recepiti negli adeguamenti degli strumenti urbanistici comunali al Piano stesso. Ma “adeguare” lo strumento urbanistico di un Comune al Piano non significa fare “copia-incolla”: significa rivedere quanto previsto nel Piano in una scala di maggior dettaglio. E dunque, l’adeguamento dello strumento urbanistico non va interpretato come acritico recepimento di quello che c’è nella scala regionale.
Su questa linea, la risposta che l’Assessore ha fornito alla domanda iniziale del Sindaco di Valenzano, in merito alla questione delle due lame che ricadono nel territorio di Valenzano: laddove queste lame non abbiano valenza paesaggistica, è lo stesso Codice del Paesaggio che dice che possono essere declassificate. L’adeguamento degli strumenti urbanistici al Piano, ha proseguito la Barbanente, è la sede in cui è possibile effettuare più puntuali perimetrazioni.
Dopo la Barbanente, è intervenuto Andrea Tassinari, laureato in pianificazione del territorio, che ha offerto un contributo tecnico alla discussione, fornendo un particolareggiato e articolato “focus” su Valenzano. Al termine, l’architetto Tassinari ha anche espresso delle considerazioni su quelle che potrebbero essere le opportunità, per Valenzano, derivanti da questo Piano. Innanzi tutto, dal momento che il Piano di Fabbricazione (unico strumento tuttora vigente, vista l’assenza del PUG) compie 40 anni, il PPTR potrebbe essere un “volano” per il Comune: occasione, cioè, da cogliere per dotarsi di un nuovo strumento di pianificazione comunale. Altra opportunità è quella rappresentata dalla progettazione delle APPEA (Aree Produttive Paesaggistiche ed Ecologicamente Attrezzate). Progettazione in cui potrebbe rientrare la nascitura zona PIP di Valenzano.
Soprattutto, Andrea Tassinari si è soffermato su un possibile cambio di paradigma: passare, nella gestione dello sviluppo territoriale, da un concetto di crescita “quantitativa” a un concetto di crescita “qualitativa”. In altri termini, per una comunità come quella di Valenzano, il paradigma della crescita per espansione è da rivedere. Soprattutto perché, come dimostrato da dati numerici forniti da Andrea Tassinari nella sua relazione, è finito il tempo in cui i comuni della cintura barese crescono perché ci si sposta dalla città ai paesi vicini. Tra i suggerimenti forniti da Tassinari, una maggiore attenzione nei confronti delle popolazioni “altre” (per esempio, gli studenti che risiedono a Valenzano per la presenza di istituti universitari, e verso i quali un Comune attento e lungimirante potrebbe pensare a una politica di incentivi).
A chiusura degli interventi programmati, ha preso la parola il Consigliere Regionale Mario Loizzo, che ha ribadito che, non appena ci sarà la riadozione del Piano, la Regione cambierà alcune cose, a partire dalle norme di salvaguardia. Questo a testimonianza del fatto che c’è stata una volontà di confronto con i singoli livelli e le articolazioni locali, e che dall’ascolto si è preso atto che c’erano delle forzature. Il Consigliere Loizzo ha anche preso un impegno rispetto all’azione della Regione: ha dichiarato che, non appena ci sarà l’approvazione del Bilancio di Previsione, si batterà affinché ci sia una concentrazione di risorse da mettere a disposizione dei Comuni per consentire loro l’adeguamento degli strumenti di pianificazione urbanistica alla nuova programmazione (questo anche per togliere possibili scuse a quelle realtà in cui si continua a rinviare l’adozione di nuovi e più adeguati strumenti, con l’alibi della mancanza di fondi). Mario Loizzo ha anche richiamato la volontà di promuovere, anche grazie a questa “nuova generazione” di piani, giovani pianificatori e architetti che attorno a questi piani si stanno formando.
Al termine, una fase di dibattito, moderata da Cristina Petralla, del Pd di Valenzano, la quale ha sottolineato la volontà del circolo di promuovere occasioni di incontro e di approfondimento su temi concreti, che incidono sulla vita della comunità. In questo senso, il circolo continuerà il confronto con i cittadini sul tema della pianificazione territoriale e paesaggistica.
All’inizio del dibattito, in particolare, è intervenuta Porzia Pietrantonio, Assessore all’Urbanistica del Comune di Valenzano, la quale ha dichiarato che è volontà dell’Amministrazione Comunale, anche grazie all’opportunità rappresentata dal PPTR, di dotarsi finalmente di uno strumento di pianificazione che dia a questo paese certezze e qualità.
Nel corso del dibattito sono emerse una serie di domande e di questioni da parte di cittadini, professionisti ed amministratori, alla quale ha dato risposta nel suo intervento conclusivo Angela Barbanente, che fra l’altro ha ricordato che la Regione riadotterà solo le norme di salvaguardia transitorie e non l’intero Piano. In funzione della riadozione, i termini per le osservazioni ora si dilatano.

 

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