Resoconto dei Consigli Comunali del 15 e 17 ottobre 2013

consigliovalenzano

Il Consiglio Comunale svoltosi la sera del 15 ottobre ha preso le mosse in un clima già teso, che ha evidenziato spaccature presenti nella maggioranza e nella compagine amministrativa. In seguito a un’interrogazione del consigliere Tonio De Nicolò sulla vicenda delle associazioni di volontariato “sfrattate” dai locali della Biblioteca Comunale, il Sindaco Lomoro ha risposto, affermando che le associazioni possono stare tranquille e che la lettera con cui si intimava di lasciare i locali era stata “l’iniziativa personale di qualcuno”. Evidente il riferimento al Vicesindaco Umberto Sbarra, dalla cui azione il Sindaco, palesemente, stava prendendo le distanze. Il Sindaco ha poi avuto modo di rincarare la dose, dopo un intervento del consigliere di maggioranza Donato Amoruso, che invitava l’Amministrazione a fare in modo che nessun consigliere si facesse bello con le associazioni (con un sottinteso ma chiaro intento polemico nei confronti di De Nicolò): Antonio Lomoro ha dichiarato di non essere disposto a subire ricatti da nessuno, dicendosi pronto a “far cadere teste”.
Da segnalare, a questo proposito, che durante questa prima fase l’Assessore Sbarra era assente dai banchi della Giunta, come pure mancavano dall’Aula Consiliare i consiglieri Nicola Capozzi e Antonio De Mario (della lista “Progetti in Comune”, di cui Sbarra era espressione): Capozzi e De Mario sono entrati solo successivamente.
Dopo la fase delle interrogazioni e delle comunicazioni (fase surriscaldata dai consueti scambi polemici), si è passati al secondo punto all’ordine del giorno, relativo all’organizzazione del Servizio Tributi. I consiglieri di minoranza hanno fatto presente il poco tempo intercorso tra il ricevimento della convocazione e la data di svolgimento del Consiglio stesso: la convocazione, infatti, era arrivata il venerdì 12. Dal momento che sabato e domenica il Comune era chiuso, e che il Consiglio si stava svolgendo il lunedì immediatamente successivo, non era stata data la possibilità ai consiglieri di studiare e approfondire argomenti che avrebbero meritato maggior attenzione per la loro complessità: di qui la richiesta di rimandare alla seconda convocazione (già fissata per giovedì 17) la discussione di quasi tutti i punti all’ordine del giorno. Richiesta respinta dal Presidente del Consiglio, Giovanni Giuliano. Per questo, sul provvedimento in questione (approvato a maggioranza) i consiglieri di minoranza Maria Cicirelli, Giampaolo Romanazzi e Tonio De Nicolò si sono astenuti.
Senza alcuna discussione, e sempre con l’astensione dei tre consiglieri Cicirelli, Romanazzi e De Nicolò, è seguita la votazione del terzo, quarto e quinto punto all’ordine del giorno (approvati a maggioranza), riguardanti il riconoscimento di debiti fuori bilancio.
Al sesto punto, l’approvazione del Regolamento sul servizio di “Taxi Sociale” (portato già nel precedente Consiglio Comunale e poi ritirato). In apertura, ha relazionato Umberto Sbarra, in qualità di Assessore proponente. Già in questa fase di relazione, dai banchi della minoranza è arrivata l’osservazione che quello riproposto era lo stesso regolamento portato nello scorso Consiglio e che già era sembrato inadatto: regolamento, per di più, quasi completamente copiato da quello del comune di Modugno. Per questo l’opposizione ha invitato a ritirare il provvedimento, dando la propria disponibilità a collaborare per migliorarlo. Nonostante ciò, è proseguita la lettura del provvedimento: lettura durante la quale i consiglieri d’opposizione hanno avuto modo di rilevare inesattezze e contraddizioni. Al termine, il voto, con il provvedimento approvato con l’astensione della minoranza.
Sono seguiti cinque minuti di sospensione: dal momento che al successivo appello mancava il numero legale, l’assemblea è stata sciolta e i rimanenti punti in discussione sono stati rinviati al Consiglio Comunale di seconda convocazione.
Consiglio Comunale che si è poi svolto nella sera di giovedì 17. Nel frattempo, nell’intervallo tra le due sedute di Consiglio, era arrivata la notizia del ritiro della delega al Vicesindaco Umberto Sbarra. Per questo, durante la discussione, il consigliere Giovanni Luisi ha chiesto se fosse possibile, in chiusura della seduta, dibattere dei mutati equilibri politici nel Consiglio e nella Giunta, anche se il punto non era all’ordine del giorno. Richiesta che in un primo momento sembrava essere stata accolta dalla maggioranza e dal Presidente del Consiglio Giuliano.
Il primo punto all’ordine del giorno nel Consiglio di giovedì 17 riguardava il Regolamento sulla pubblicità della situazione patrimoniale degli Amministratori: provvedimento approvato all’unanimità senza bisogno di discussione.
Il clima si è acceso durante la discussione del secondo punto: l’Approvazione del Regolamento TARES. Provvedimento che l’Amministrazione, su proposta del Consigliere Amoruso, ha ritirato, sulla scorta di un emendamento che nel frattempo c’era stato in Commissione Bilancio alla Camera. La minoranza ha colto l’occasione per rilevare l’inadeguatezza e il pressapochismo dell’Amministrazione: dai banchi dell’opposizione, infatti, sono venute accuse nei confronti dell’operato dell’Assessore Francesca Ferri, che per dimostrare la propria produttività avrebbe portato in fretta e furia, all’approvazione del Consiglio, un Regolamento che poi si è dimostrato non necessario. Regolamento il cui risultato sarebbe stato l’innalzamento delle tasse per i cittadini. Di qui, ha denunciato la minoranza, l’improvviso dietrofront dell’Amministrazione, che resasi conto di quello che stava per fare, si è affrettata a ritirare il provvedimento.
A questo punto, è scoppiata una vera e propria rissa verbale, con insulti e offese dai banchi della maggioranza all’indirizzo dei consiglieri d’opposizione.
Con il ritiro del provvedimento, in ogni caso, erano esauriti gli argomenti in discussione. Per questo, il Presidente del Consiglio, Giovanni Giuliano, ha dichiarato sciolta la seduta, nonostante il precedente impegno ad andare incontro alla richiesta di Giovanni Luisi e fermarsi a discutere della mutata geografia politica del Consiglio e della Giunta. La repentina chiusura del dibattito ha per questo suscitato le ire del consigliere Luisi: i momenti successivi alla chiusura del Consiglio sono stati quindi caratterizzati da una “coda” di polemiche, con scambi di accuse in cui ci sono stati animati interventi anche da parte del pubblico presente in Aula.

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