Resoconto dei Consigli Comunali del 20 e 23 dicembre 2013

consigliovalenzano

Il Consiglio Comunale svoltosi la sera del 20 dicembre ha visto un dibattito animato, nello specifico durante la discussione sull’atto di programmazione per la gestione del Palazzetto dello Sport: al momento di votare sull’argomento, le opposizioni consiliari si sono allontanate dall’aula, in polemica con le modalità antidemocratiche adottate dalla maggioranza.
La seduta è iniziata con la fase delle comunicazioni e delle interrogazioni, contraddistinta dagli ormai consueti botta e risposta e battibecchi verbali tra maggioranza e opposizione: in particolare, a un’osservazione del Consigliere di minoranza Maria Cicirelli, che faceva presente di non aver mai ricevuto risposta alle sue precedenti interrogazioni, il Sindaco Lomoro replicava che avrebbe risposto “dopo il 21 gennaio” (riferendosi alla data in cui il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso contro l’esito delle scorse elezioni amministrative).
I successivi due punti all’ordine del giorno (entrambi approvati all’unanimità) riguardavano il riconoscimento di altrettanti debiti fuori bilancio
Il quarto punto in discussione riguardava la ratifica di una delibera della Giunta Comunale, con cui veniva effettuato uno storno di fondi: il provvedimento passava a maggioranza, con l’astensione dei Consiglieri Cicirelli, Romanazzi e De Nicolò.
Al quinto punto, l’atto di programmazione della gestione del Palazzetto dello Sport.
Sul tema, ha relazionato l’Assessore allo Sport Pamela Anelli.
Subito dopo ha preso la parola il Consigliere Cicirelli, che ha posto l’attenzione sui 7 mesi di gestione, a suo dire, illegittima del Palazzetto dello Sport: il Consigliere d’opposizione, in particolare, sottolineava che il 17 settembre del 2013 il Sindaco aveva, con proprio decreto, autorizzato il mero utilizzo (e non la gestione) della struttura: pertanto, non si sa da chi (e soprattutto a quale titolo) sono stati incassati i soldi della gestione di questi mesi.
Maria Cicirelli ha poi sottolineato che non era chiara la natura dell’atto che il Consiglio Comunale era chiamato a votare. Nell’oggetto di delibera si parlava di “atto di programmazione”, ma il provvedimento non aveva le caratteristiche di un atto di programmazione, dal momento che conteneva già uno schema di convenzione per l’affidamento del Palazzetto. Maria Cicirelli poneva pertanto una pregiudiziale con la quale si chiedeva il ritiro del provvedimento. Un’altra pregiudiziale veniva proposta dal Consigliere Giampaolo Romanazzi, il quale chiedeva anche lui il ritiro del provvedimento, a causa di un difetto di convocazione della Commissione Sviluppo Socio Culturale, che avrebbe dovuto vagliare preventivamente l’atto proposto alla discussione del Consiglio. Entrambe le pregiudiziali, però, venivano respinte dalla maggioranza.
Successivamente, il Consigliere Cicirelli chiedeva all’Assessore allo Sport se era possibile che il Palazzetto dello Sport fosse utilizzato per attività diverse da quelle sportive, dal momento che la struttura era nata con una precisa destinazione d’uso. Dalla maggioranza, si sollevava più d’una voce a difendere la scelta di ospitare nel Palazzetto anche manifestazioni spettacolari e ricreative, mentre Maria Cicirelli tornava più d’una volta a ricordare che la struttura era nata per sostenere prevalentemente le attività sportive, e che un utilizzo non corretto o non consono alla destinazione originaria avrebbe potuto compromettere gli impianti. Nella discussione si inseriva anche il Consigliere De Nicolò, che rilevava che da notizie in suo possesso nel Palazzetto, già si sarebbero svolti eventi ricreativi (come feste di compleanno), chiedendo se l’Amministrazione ne avesse avuto notizia dal gestore.
Seguiva una fitta e articolata discussione sul provvedimento, e sullo schema di convenzione allegata, con il voto su una serie di emendamenti.
Al termine del dibattito, proprio perché erano stati votati degli emendamenti che avevano in qualche modo cambiato il provvedimento iniziale, dalla minoranza veniva la proposta di affidare l’elaborazione della convenzione agli uffici comunali preposti, ma di farla comunque ripassare, successivamente, attraverso la valutazione della Commissione Consiliare competente. Infatti, in seguito al dibattito consiliare, la convenzione non poteva più essere quella inizialmente allegata al deliberato: per accelerare i tempi e per non ridiscutere il tutto in Consiglio, la minoranza concedeva che della riscrittura si occupassero gli uffici comunali. E però, per un fatto di democrazia, chiedeva che successivamente passasse attraverso la valutazione politica, se non dell’intero Consiglio, perlomeno della Commissione Consiliare (dove sono rappresentate maggioranza e minoranza).
Dai banchi della maggioranza, però, si sollevavano voci che negavano la necessità di questo passaggio in Commissione: a fronte di questo, il Consigliere Cicirelli sottolineava l’ennesimo scippo alle competenze del Consiglio operato dall’Amministrazione, preannunciando l’abbandono dell’aula al momento del voto.
Alle proteste di Maria Cicirelli si univa anche Tonio De Nicolò, che rimarcava lo spirito con cui le minoranze avevano partecipato al dibattito: cercare di attenuare per quanto possibili gli aspetti negativi del provvedimento. Un provvedimento, nelle parole di De Nicolò, confuso, che svuota di valenza sociale il Palazzetto dello Sport e che esclude dall’affidamento qualsiasi forma di unione fra associazioni. Il Consigliere De Nicolò adombrava anche il sospetto che tramite questo atto l’Amministrazione avesse voluto semplicemente ratificare decisioni già prese “altrove” in merito all’affidamento della struttura.
A questo punto della discussione, prendeva la parola anche il Consigliere Luisi, che avvertiva il bisogno di marcare una differenza dal resto delle opposizioni, spiegando perché non avrebbe abbandonato l’aula ma si sarebbe comunque astenuto, per sue perplessità sul provvedimento (il dubbio sul quale Luisi incentrava l’attenzione era il periodo di 9 anni di affidamento della struttura).
Dai banchi della maggioranza venivano pesanti accuse alla minoranza, rimproverata di essere irresponsabile: dopo ore di discussione, in cui erano stati anche accolti emendamenti proposti dalle stesse opposizioni, queste abbandonavano l’aula.
Anche il Presidente Giovanni Giuliano manifestava la sua insofferenza nei confronti della minoranza, dichiarando che la prossima volta non avrebbe più consentito di proporre emendamenti direttamente in sede di dibattito: gli unici emendamenti ammessi saranno quelli che arriveranno almeno 24 ore prima della discussione.
In fase di voto, quindi, l’uscita dall’aula dei Consiglieri Cicirelli, Romanazzi e De Nicolò. Il provvedimento veniva approvato all’unanimità, con la sola astensione di Giovanni Luisi.
Nel successivo punto all’ordine del giorno, si sarebbe dovuto discutere del regolamento per le riprese audiovisive delle sedute consiliari: una proposta provenuta dalla minoranza, e in particolare dal Consigliere Giampaolo Romanazzi. A questo punto, però, erano i Consiglieri di maggioranza ad alzarsi in blocco e ad allontanarsi dall’aula, facendo così venir meno il numero legale. Il Consiglio veniva quindi rinviato alla seduta di seconda convocazione.
Seduta che si è svolta la sera del 23 dicembre: il dibattito si è aperto con la richiesta del Consigliere di maggioranza Agostino Partipilo di invertire l’ordine dei due argomenti rimanenti (il regolamento per le riprese audiovisive e la concessione di una porzione delle sottogradinate dello Stadio Comunale). A questa proposta ha replicato il Consigliere Romanazzi, denunciando che era chiaro il tentativo della maggioranza di “boicottare” l’argomento portato in discussione dalla minoranza. Per questo, preannunciava il suo voto contrario alla proposta di inversione dei punti all’ordine del giorno. Alle proteste di Romanazzi si associavano anche i Consiglieri Cicirelli e De Nicolò. L’inversione veniva comunque approvata a maggioranza.
Si avviava quindi la discussione sul punto riguardante la concessione di una porzione delle sottogradinate dello Stadio Comunale a un’associazione sportiva: nel merito, interveniva Maria Cicirelli che denunciava l’illiceità di questo provvedimento, preannunciando azioni presso la magistratura. La proposta passava comunque a maggioranza, con il voto contrario dei Consiglieri Cicirelli, Romanazzi e De Nicolò.
Infine, la discussione sul regolamento delle riprese audiovisive delle sedute consiliari. Interveniva il Sindaco, dichiarando che, a suo modo di vedere, visto il clima tra maggioranza e minoranza, sarebbe stato opportuno ritirare il provvedimento e rinviarlo al Consiglio successivo.
Giampaolo Romanazzi però sottolineava che la proposta era già stata avanzata da tempo. Unico evidente intento della maggioranza, denunciava Romanazzi, era quello di bloccare il provvedimento: dunque, che la maggioranza si assumesse le proprie responsabilità, bocciandolo direttamente.
È quindi seguita una sospensione dei lavori, che avrebbe dovuto durare cinque minuti e che in realtà si è protratta per quasi mezz’ora, durante la quale la maggioranza si è riunita in disparte e a porte chiuse. Certo è che chi è rimasto nella sala consiliare ha potuto comunque udire le urla concitate provenienti dalla stanza in cui stava svolgendo questa riunione di maggioranza.
Alla ripresa dei lavori, è intervenuto il Consigliere di maggioranza Giuseppe Spinelli, ribadendo la proposta del Sindaco di rinviare il provvedimento e adducendo, tra i motivi del rinvio, il fatto che non ci fosse il parere di copertura finanziaria.
Maria Cicirelli, però, replicava che molti Comuni avevano già adottato un simile sistema di riprese delle sedute consiliari (indipendentemente dai colori politici delle Amministrazioni) e sottolineava che c’erano chiari problemi interni alla maggioranza. Concludeva chiedendo se veramente ci fosse l’intenzione di discutere la proposta al successivo Consiglio, o se il rinvio non fosse l’ennesima presa in giro.
Il Presidente del Consiglio Giovanni Giuliano, a questo punto, garantiva che c’era l’intenzione di portare il provvedimento alla discussione del Consiglio seguente.
In chiusura, il Sindaco teneva a dichiarare che non esistevano “mal di pancia” all’interno della maggioranza.
La discussione del punto all’ordine del giorno veniva quindi rinviata.

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