Resoconto del Consiglio Comunale del 4 febbraio 2014

consigliovalenzano

Il Consiglio Comunale svoltosi la sera del 4 febbraio ha visto, come ormai di consueto, una fase iniziale – quella dedicata alle comunicazioni e alle interrogazioni – animata da una discussione accesa e da un botta e risposta polemico.
A scaldare il confronto, il caso delle indagini in corso su presunte falsificazioni nelle iscrizioni al Pdl in Terra di Bari. Un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, infatti, riportava la notizia secondo cui tra gli indagati comparirebbe “un assessore comunale di Valenzano”. Proprio a questo proposito il Consigliere Tonio De Nicolò ha presentato un’interrogazione urgente per chiedere, per ragioni di trasparenza, chi fosse l’assessore coinvolto nei fatti raccontati.
Subito dopo il Sindaco Antonio Lomoro ha risposto, dicendo che la persona in questione era il Vicesindaco Francesca Ferri, la quale però lo avrebbe rassicurato, fornendogli spiegazioni sulla vicenda. Il Sindaco ha poi aggiunto che le indagini devono fare il proprio corso. A questo punto, si è inserita nella discussione la stessa Francesca Ferri, che si è scagliata con veemenza contro il Consigliere De Nicolò, ripetendo insistentemente di non avere nulla a che fare con la storia delle tessere false e minacciando azioni nei confronti di chiunque avesse associato il suo nome a tale caso.
Rispetto a queste affermazioni, è arrivata la richiesta di replica alla Ferri da parte di De Nicolò, per fatto personale: richiesta a cui si è opposto il Presidente del Consiglio Giovanni Giuliano, il quale ha affermato che il Consigliere, in fase di interrogazioni, deve limitarsi a dichiarare se è soddisfatto o no della risposta fornitagli. Sulle questioni sollevate da De Nicolò si sono susseguiti poi gli interventi di vari esponenti della maggioranza: prima il Consigliere Spinelli, che però è stato invitato a limitarsi a eventuali interrogazioni, e poi il Consigliere Partipilo, che dichiarando di voler formulare un’interrogazione ha chiesto al Sindaco se ritenesse che il Consiglio fosse un’aula istituzionale o giudiziaria. Un’uscita che ha suscitato le rimostranze dei Consiglieri di opposizione, i quali hanno sottolineato che quella non era un’interrogazione ma un vero e proprio comizio. È tornato a intervenire il Presidente Giuliano, il quale ha chiesto se il Consiglio volesse aprire un dibattito in merito ai fatti riportati dall’articolo della Gazzetta: a questa richiesta ha fatto eco l’indignazione del Consigliere Cicirelli, che ha rimarcato che non è previsto da nessuna parte che si possa aprire un dibattito in merito a un’interrogazione e ha denunciato il fatto che il Presidente si stava inventando una norma per aprire una discussione a tutti i costi. Maria Cicirelli ha quindi minacciato di chiamare il Prefetto, dichiarando “in questo Consiglio non vige la legalità”.
Chiusa la fase delle interrogazioni e delle comunicazioni, si è passati alla discussione sul secondo punto all’ordine del giorno: il Regolamento comunale relativo alle aree attrezzate da dedicare allo sgambettamento dei cani. Alla relazione del Presidente, è seguito l’intervento del Consigliere Giampaolo Romanazzi, che ha suggerito di cambiare gli orari di chiusura, soprattutto per quanto riguarda le aree che saranno aperte nel centro abitato. Rispetto alla previsione iniziale, si è deciso quindi di modificare l’orario di chiusura degli spazi previsti nel centro urbano, portandolo alle 23:00 nel periodo invernale e alle 24:00 nel periodo estivo. Il Regolamento, quindi, è stato approvato all’unanimità. Sottolineiamo comunque che si parla di un provvedimento adottato senza che siano state in realtà individuate le zone da destinare allo sgambettamento dei cani. Che senso ha, allora, scrivere un Regolamento sull’utilizzo e la gestione delle aree, in assenza delle stesse? Si tratta di un atto amministrativo, a nostro modo di vedere, che assomiglia più a una manovra propagandistica.
Al punto successivo, il Regolamento sulla tutela dei diritti degli animali: a questo proposito il Consigliere Cicirelli ha fatto presente che quanto previsto nel Regolamento in realtà è un insieme di norme già esistenti, per cui il voto sarebbe stato chiaramente favorevole. Unica modifica proposta durante il dibattito è stata quella sull’articolo relativo al divieto degli spettacoli circensi: il divieto è stato lasciato, prevedendo però una possibile deroga, previa visione del programma degli spettacoli, laddove venga garantito che non siano previsti numeri con l’utilizzo di animali sottoposti a costrizione. Anche questo provvedimento è passato all’unanimità. Su questo Regolamento avanziamo gli stessi dubbi mossi rispetto al precedente: quale il senso di un Regolamento che richiama e riprende norme già esistenti sui diritti degli animali? Anche qui, ci pare lecito il dubbio che si tratti di mera propaganda.
Il quarto punto in discussione prevedeva delle norme in deroga al regolamento comunale per l’applicazione della Tarsu: il provvedimento però è stato ritirato.
Infine, la discussione sul Regolamento delle riprese audiovisive delle riunioni del Consiglio Comunale. Un provvedimento proposto dai Consiglieri di minoranza, e rispetto al quale l’Amministrazione più e più volte aveva evitato il confronto. Il Regolamento era già stato portato all’esame del precedente Consiglio Comunale, ma si era deciso, con il voto favorevole della sola maggioranza, di rinviarne la discussione. Finalmente, la seduta del 4 febbraio ha visto un sereno dibattito sulla questione: dopo alcune osservazioni in merito ai costi, il provvedimento è stato approvato all’unanimità.
Terminati gli argomenti in discussione, il Consiglio si è sciolto.

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