Resoconto dei Consigli Comunali del 20 e 25 marzo 2014

consigliovalenzano

Il Consiglio Comunale che si è svolto nel pomeriggio di giovedì 20 marzo, per proseguire in seconda convocazione il successivo martedì 25, era stato convocato per discutere, oltre ad alcuni debiti fuori bilancio, due argomenti proposti dai consiglieri di minoranza: la revoca della deliberazione n. 45 del 20 dicembre 2013 (vale a dire il provvedimento di Consiglio con cui era stato approvato l’atto di programmazione sulla gestione del Palazzetto dello Sport) e la costituzione di una Commissione Consiliare di indagine sui pagamenti effettuati dal Comune nei confronti di terzi per l’acquisto di beni e la fruizione di servizi.
Il primo punto all’ordine del giorno era quello dedicato alle interrogazioni e alle comunicazioni: durante questa fase, i Consiglieri di minoranza hanno lamentato l’assenza di riscontri soddisfacenti alle interrogazioni finora svolte. Anche là dove gli Assessori e il Sindaco hanno fornito risposte, queste si sono sempre limitate a prese d’atto della situazione e a generici e vaghi impegni per il futuro.
Esaurita la discussione sulle interrogazioni, è stata votata la proposta di anticipare il quinto punto all’ordine del giorno: il provvedimento portato in discussione dall’opposizione, con cui si chiedeva di ritirare la precedente Delibera di Consiglio sulla gestione del Palazzetto dello Sport.
Maria Cicirelli ha spiegato che la proposta era stata formalizzata dalla minoranza come atto di autotutela, a garanzia dell’intero Consiglio Comunale: a parere dell’opposizione, infatti, nella Delibera di cui veniva richiesto il ritiro, c’erano una serie di omissioni, di mancanze, di anomalie, che potevano configurare dei veri e propri illeciti amministrativi.
È seguito un acceso dibattito, nel corso del quale entrambe le parti (da un lato Giunta e Consiglieri di maggioranza e dall’altro Consiglieri di opposizione) sono rimasti ferme sulle proprie posizioni.
Da parte della minoranza sono stati anche avanzati dubbi e perplessità, oltre che sulla Delibera di cui si chiedeva il ritiro, anche in merito a presunte irregolarità nell’attuale gestione del Palazzetto.
Nel corso del dibattito è anche rispuntato il tema dell’uscita del gruppo di Forza Italia dalla maggioranza: in particolare, il Consigliere De Mario ha contestato con veemenza alcune dichiarazioni del Sindaco Lomoro, pubblicate su un recente articolo della Gazzetta del Mezzogiorno. Il Sindaco aveva sostenuto che dietro l’atteggiamento dei consiglieri di Forza Italia, Capozzi e De Mario (i quali prima avevano votato a favore della Delibera sul Palazzetto e successivamente si erano associati alla richiesta di ritiro formulata dalle opposizioni), in realtà si nascondeva la richiesta di un assessorato.
È seguito un botta e risposta polemico, nel corso del quale De Mario ha definito il Sindaco un “bugiardo”, mentre il Sindaco ha ribadito la propria ricostruzione, ricordando le insistenti telefonate ricevute da De Mario e Capozzi (nelle quali, a suo dire, si avanzava per l’appunto la pretesa di un assessorato).
Al termine del dibattito, il voto sulla richiesta dell’opposizione di ritirare cautelativamente la Delibera sulla gestione del Palazzetto dello Sport. A favore hanno votato i soli Consiglieri d’opposizione Cicirelli, Romanazzi, De Mario, Capozzi e De Nicolò (Sollecito e Luisi assenti). La maggioranza, compatta, ha votato contro. La proposta pertanto è stata respinta.
Successivamente, sono stati richiesti cinque minuti di sospensione, al termine dei quali si è verificato che non c’era il numero legale richiesto per la prosecuzione dei lavori. Il Consiglio Comunale è stato quindi sciolto, per essere rinviato alla seconda convocazione del 25 marzo.
In tale seduta, si è dibattuto in primo luogo dell’altra proposta provenuta dai Consiglieri di opposizione: la costituzione di una Commissione Consiliare di indagine sui pagamenti effettuati dal Comune nei confronti di terzi, in merito alla quale ha relazionato il Consigliere De Nicolò, per sostenere le ragioni che hanno spinto la minoranza a intraprendere un’iniziativa del genere.
Proposta definita strumentale e inutile da parte della maggioranza: il Sindaco ha infatti dichiarato che dalle relazioni degli uffici comunali non risultano debiti contratti con esercenti.
È seguito il consueto “muro contro muro” tra maggioranza e opposizione: quest’ultima ribadiva che la proposta era stata avanzata con spirito collaborativo, senza volontà inquisitoria e per garantire trasparenza. Da parte della maggioranza si continuava a sostenere che la richiesta di istituire una Commissione era irricevibile perché non c’era nessun caso specifico di debiti contratti dall’Amministrazione con imprese o cittadini.
Al termine, il voto, che ha visto la richiesta respinta. A favore ha votato l’intera opposizione. Contro, la maggioranza.
I rimanenti tre punti all’ordine del giorno vedevano la discussione di altrettanti debiti fuori bilancio.
Anche questa fase del dibattito ha visto toni polemici e scambi di accuse, con rinfacci reciproci e il frequente e insistito ricorso alla rievocazione delle gestioni passate da parte sia della maggioranza sia dell’opposizione.
In ogni caso, tutti e tre i debiti fuori bilancio, in seguito alle rispettive discussioni, sono stati approvati.
Al di là delle valutazioni di merito sui provvedimenti, come Partito Democratico osserviamo che la logica dei rimpalli polemici e dei rinfacci reciproci, alla quale troppo spesso si piega il dibattito in Consiglio, non consente un confronto maturo e democratico e non fa bene né alla politica né, prima di tutto, alla cittadinanza.
Discussioni come quella sul Palazzetto andrebbero affrontate non con la logica di “blindare” le proprie posizioni, ma ascoltando le reali esigenze della comunità e di quelle realtà rappresentative di interessi collettivi. Realtà come le Associazioni sportive, che molto spesso svolgono una funzione di servizio “sussidiaria” a quella delle istituzioni, e che dovrebbero essere messe nelle condizioni di partecipare alla costruzione delle proposte in materia di sport, e non essere sentite solo “a fatto compiuto”. A maggior ragione se si parla di strutture come quella del Palazzetto dello Sport, che è un “bene pubblico”: ferma restando l’esigenza di un affidamento che risponda ai requisiti posti dalla legge, un coinvolgimento collegiale e partecipato delle Associazioni, nella formulazione di una linea di indirizzo per la gestione, consentirebbe opportunità di accesso e di utilizzo che ne facciano realmente uno “spazio collettivo”.

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