Scrutatori: il Pd respinge ogni tentativo di falsificazione della realtà

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Apprendiamo, dal verbale della riunione della Commissione Elettorale svoltasi il 16 aprile, che la stessa Commissione ha scartato la proposta del Pd di Valenzano in merito ai criteri di scelta degli scrutatori per le prossime Elezioni Europee. La motivazione di questa esclusione è francamente incomprensibile: nel verbale si scrive che “non viene presa in considerazione la proposta del Partito Democratico perché non salvaguarda opportunamente coloro i quali vivono in situazione di disagio lavorativo”.
Ebbene, si tratta di un vero e proprio stravolgimento della realtà, che a noi appare, francamente, strumentale.
Nella nostra comunicazione, protocollata all’attenzione della Commissione Elettorale, avevamo infatti detto tutt’altro. Avevamo preso atto che c’era stato un importante dibattito, animato da proposte sicuramente degne di considerazione, perché sollevavano una questione significativa come quella della tutela di fasce svantaggiate. E però, visto il ritardo con cui l’Amministrazione stava affrontando la questione, ritenevamo che non ci fossero, purtroppo, più i tempi utili per procedere, mantenendosi nel rispetto della normativa in materia, alla scelta degli scrutatori tra i disoccupati. E dunque, chiedevamo, per salvaguardare i principi di equità e trasparenza, che venisse adottato almeno il criterio del sorteggio.
Di più: nella nostra nota era scritto a chiare lettere che, qualora si fosse verificato che c’erano i margini per privilegiare categorie come disoccupati e/o studenti inoccupati (cosa che auspicavamo), chiedevamo che anche per quelle categorie (per sgombrare il campo da ogni possibile condizionamento) si procedesse con il metodo del sorteggio.
E dunque, i fatti stanno esattamente all’opposto di come viene raccontato nel verbale della Commissione Elettorale: non è la nostra proposta che non tiene conto delle fasce svantaggiate. È il ritardo dell’Amministrazione, da noi peraltro esplicitamente stigmatizzato, che rischia di fare in modo che non se ne possa tener conto.
Che le cose stiano così, di fatto, lo ammette la stessa Commissione Elettorale, quando prende atto (e anche questo è riportato nel verbale) che non c’è più il tempo per spedire inviti ed acquisire autocertificazioni in tempo utile per stabilire lo stato occupazionale dei cittadini iscritti all’Albo degli Scrutatori.
Il Partito Democratico respinge fermamente questi tentativi di falsificazione e preannuncia che insisterà, quando verrà convocata la commissione per la scelta degli scrutatori, sul metodo del sorteggio. Il sorteggio, infatti, è l’unico criterio che permette di allontanare ogni possibile sospetto di logiche clientelari dietro le modalità di scelta degli scrutatori.
Soprattutto, il sorteggio, a nostro modo di vedere, non è incompatibile con la tutela di coloro che versano in stato di disagio o di bisogno. A tal proposito, leggiamo che la Commissione ha dato mandato all’ufficio elettorale di esperire un tentativo per verificare lo stato occupazionale dei cittadini iscritti nell’elenco degli scrutatori: qualora si dovesse verificare che è possibile procedere in tal senso, ribadiamo la richiesta che anche per la scelta dei nominativi degli scrutatori tra le categorie dei disoccupati e degli inoccupati si adotti il metodo del sorteggio.

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