Cronache dal Consiglio Comunale dell’8 agosto 2014

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Il Consiglio Comunale svoltosi nella giornata di venerdì 8 agosto ha offerto il solito sconfortante spettacolo a base di pressapochismo e faciloneria offerto da un’Amministrazione che pur di andare avanti sulla propria strada è disposta a passare come un rullo compressore su tutto (compresi il buon senso e le regole elementari della convivenza civile). Il tutto “insaporito” dal consueto condimento dei dileggi che la maggioranza ha riservato agli esponenti della minoranza, “colpevoli” semplicemente di voler esercitare il proprio normale ruolo di vigilanza, di critica e di controllo.
Poco ha importato, evidentemente, che la discussione vertesse su un argomento fondamentale per la programmazione e gli indirizzi dell’Ente, come il Bilancio di previsione 2014. La maggioranza si è fatta forte della mera logica dei numeri, in quella che è stata una vera e propria esibizione muscolare.
E dunque, sono stati respinti gli emendamenti che l’opposizione aveva proposto nel tentativo di innescare un confronto costruttivo e di dare un contributo migliorativo agli argomenti all’ordine del giorno.
In particolare, durante la discussione sull’approvazione del regolamento per la disciplina dell’Imposta Unica Comunale e nel successivo dibattito sull’approvazione delle aliquote e delle tariffe della IUC per il 2014, sono stati bocciati gli emendamenti proposti da Sel con l’intento di rendere flessibili le scadenze della TARI e di introdurre agevolazioni e riduzioni per particolari categorie. Per di più, il Consigliere De Nicolò (Sel) si è visto apostrofare come demagogo e provocatore per aver presentato queste proposte. Paradossalmente, proprio i Consiglieri di maggioranza che hanno rivolto all’esponente di Sel tali “attenzioni” hanno poi presentato delle controproposte queste sì irrealizzabili e demagogiche, lanciate con l’intento di fare scena.
La discussione, già accesa, si è poi surriscaldata quando è stato toccato l’argomento della gestione del servizio di raccolta e conferimento rifiuti. L’opposizione ha denunciato le responsabilità politiche dell’Amministrazione, che nulla ha fatto per incrementare i livelli della raccolta differenziata (con i conseguenti riflessi negativi nell’aumento delle tariffe): a fronte di questo il Sindaco, con tono accalorato, ha lanciato veementi accuse contro l’Amministrazione Tangorra, e in particolare contro Vitantonio Leuzzi (esponente di quella compagine amministrativa), che all’epoca dei fatti si fece promotore della scelta di scorporare i servizi (e i relativi contratti) relativi all’igiene pubblica. Lo stesso Sindaco ha comunque ricordato di aver fatto parte della maggioranza che sosteneva Tangorra, dicendo di assumersene le responsabilità.
Maria Cicirelli (Ncd) ha chiesto che su questi argomenti si potesse svolgere un dibattito sereno e soprattutto franco e aperto, respingendo la ricostruzione operata dal Sindaco. Il Consigliere Cicirelli in particolare ha lamentato che il confronto sul tema fosse “inquinato” dalle continue allusioni fatte dal Consigliere Luisi (assente in quella fase di dibattito) in merito alle assunzioni nelle aziende che gestiscono i servizi.
Sempre sul fronte del servizio di igiene pubblica, gli esponenti di minoranza, e in particolare i consiglieri De Nicolò e Cicirelli, hanno citato l’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Dario Ginefra sul caso delle contestazioni mosse al Comune di Valenzano dall’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Il Presidente del Consiglio Giovanni Giuliano ha cercato di liquidare il tutto dichiarando che Dario Ginefra aveva presentato ben tre (?) interrogazioni su Valenzano, rivelatesi – a suo dire – tutte infondate. La memoria deve aver tradito il Presidente Giuliano, dal momento che questa è la seconda interrogazione che l’onorevole Ginefra propone su argomenti riguardanti Valenzano: la prima era quella relativa alle minacce e all’aggressione verbale ai danni del Consigliere De Nicolò.
Nel merito, il Sindaco ha comunque dichiarato di non avvertire a proprio carico nessuna responsabilità, argomentando che non è certo lui che ha sottoscritto la proroga del servizio alla ditta che gestisce la raccolta rifiuti: l’atto è stato adottato dal funzionario competente. Evidentemente, il Sindaco non ha voluto intendere che i rilievi mossi dall’Autorità Anticorruzione (e ripresi dall’interrogazione parlamentare) non riguarderebbero (da notizie riportate dalla stampa) la proroga del servizio alla ditta, ma il fatto che si fosse scelta la strada dell’affidamento diretto. E l’affidamento diretto è stato stabilito dalla Giunta con apposita Delibera, non certo per iniziativa del funzionario.
In ogni caso, la discussione è proceduta a tappe forzate nella direzione già prestabilita dalla maggioranza, quella dell’approvazione senza se e senza ma di questo Bilancio. E così, la maggioranza si è dimostrata sorda anche alle obiezioni che i Consiglieri De Nicolò, Cicirelli e Romanazzi hanno mosso nei confronti del Piano di alienazione degli immobili comunali. Un piano che dovrebbe, in teoria, assicurare al Comune un entrata di 360.000 euro. Un dato falsato, secondo le stime e le valutazioni dell’opposizione: un dato, soprattutto, che sembra introdotto più che altro con l’intento di “far quadrare i conti”. Tanto che Maria Cicirelli ha parlato di “falso in atto pubblico”. Mentre Tonio De Nicolò ha dichiarato che se queste previsioni non vengono rispettate, si rischia lo sforamento del patto di stabilità, chiedendo, di conseguenza, il ritiro del provvedimento. Proposta di ritiro immancabilmente respinta. Tanto più che il Sindaco (in pieno stile “ghe pensi mi”) ha dichiarato che se non dovesse andare a buon fine questo che è il “piano A”, ha pronto di riserva il “piano B”.
Insomma, la maggioranza ha proseguito diritta, ostentando sicurezza. Una sicurezza neanche minimamente scalfita dalle obiezioni, dalle critiche e dalle osservazioni proposte dagli esponenti di Sel e Ncd sulle anomalie nel piano di alienazione degli immobili, con le conseguenti incognite sugli equilibri di bilancio. Osservazioni, quelle sollevate dai rappresentanti della minoranza, che come Pd condividiamo. Così come condividiamo le riserve sollevate in merito all’aleatorietà delle cifre previste in entrata sul fronte delle multe per le infrazioni al codice della strada.
Il dibattito ha proceduto su questa china, per consumarsi fino alle ultime stanche battute, con una maggioranza distratta e disinteressata, che in larga parte neanche faceva mostra di prestare attenzione alle argomentazioni dei Consiglieri di opposizione: visibilmente, l’unica ansia era quella di andare al voto per togliersi il “fastidio”. Come se si dovesse votare su un’incombenza burocratica, e nulla più.
Peccato che questa “incombenza burocratica” fosse il Bilancio di previsione: il documento con il quale l’Amministrazione programma e definisce i propri obiettivi e i propri indirizzi.

 

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