Cronache dal Consiglio Comunale del 30 settembre 2014

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Il Consiglio Comunale che si è svolto la sera di martedì 30 settembre ha offerto il solito desolante spettacolo: poche idee, pochissimi programmi, ma in compenso un ricco florilegio di offese, di insulti, di motteggi. Una maggioranza e una Giunta che non sanno o non vogliono confrontarsi sui contenuti e che rispondono a qualsiasi tentativo di critica (o anche solo di esporre un punto di vista diverso) trascinando la discussione in rissa. Per giunta, le fasi finali della seduta hanno lasciato intravedere possibili dissidi interni alla maggioranza. Dissidi sui quali non c’è alcuna chiarezza.
Il dibattito si è arroventato già alle prime battute del Consiglio, in seguito a un’interrogazione, presentata dal Consigliere Tonio De Nicolò e sottoscritta anche dai Consiglieri Cicirelli e Romanazzi. Il quesito era incentrato sulle voci che si susseguono sul fatto che il Sindaco Lomoro continuerebbe a mantenere il suo posto di lavoro (voci che sembrerebbero indirettamente confermate da dichiarazioni rilasciate dallo stesso Sindaco alla Gazzetta del Mezzogiorno). Per contro, però, il primo cittadino percepisce l’indennità piena, dal momento che risulta in aspettativa. Gli esponenti di minoranza, dunque, chiedevano un atto di trasparenza, a tutela innanzi tutto della dignità delle istituzioni.
A fronte di questa interrogazione, il Sindaco non ha fornito nessuna risposta. O meglio, ha replicato invitando gli esponenti della minoranza a sporgere denuncia alla magistratura, e dichiarando infine, sempre all’indirizzo dei Consiglieri di opposizione, “a voi non sono tenuto a dire niente della mia vita privata”.
Lo stesso clima ha caratterizzato la discussione sui successivi punti all’ordine del giorno, che pure riguardavano argomenti fondamentali sia per la corretta programmazione della macchina amministrativa sia per la regolamentazione della vita della comunità. Argomenti che la maggioranza ha affrontato con un mix di superficialità e di approssimazione. Per di più, le osservazioni della minoranza, che hanno evidenziato contraddizioni e lacune nei provvedimenti portati all’approvazione, sono state accolte con la consueta raffica di provocazioni.
Nello specifico, il secondo punto in discussione, riguardava la salvaguardia degli equilibri di Bilancio per l’anno 2014. Equilibri che, nonostante l’entusiastica relazione dell’Assessore al Bilancio, Francesca Ferri, sembrano rappresentare allo stato dei fatti una vera e propria incognita. I documenti portati all’attenzione del Consiglio, infatti, al di là di tutte le rassicurazioni fornite dall’Assessore Ferri, non consentono di affermare che il rispetto delle previsioni di bilancio sia un obiettivo a portata di mano. Rimane, infatti, aleatorio il risultato dell’alienazione degli immobili di proprietà comunale: un’operazione inserita nel Bilancio di previsione 2014, a quanto pare di capire, con lo scopo di far quadrare i conti. Ma se questi conti non dovessero tornare, lo scotto poi saranno chiamati a pagarlo i cittadini.
Il provvedimento è stato comunque approvato a maggioranza, con i voti contrari dei consiglieri di opposizione presenti (De Nicolò, Romanazzi, De Mario).
Al terzo punto all’ordine del giorno, il regolamento di fruizione del trasporto alunni. Un regolamento portato in fretta e furia in Consiglio Comunale, dopo che la Giunta, per cercare di porre rimedio alla confusione che si stava creando sul fronte del servizio di scuolabus, con altrettanta fretta aveva già sfornato due delibere successive (l’una a correggere l’altra). L’opposizione non ha potuto fare altro che rilevare i tratti poveri, scarni e raffazzonati del regolamento presentato in Consiglio, denunciando gli elementi di arbitrarietà che vi vengono introdotti. Come al solito, però, la proposta avanzata dalla minoranza, di ritirare il testo proposto per poterlo integrare e migliorare, è caduta nel vuoto.
Il regolamento è stato dunque approvato, con i voti favorevoli della maggioranza a cui si è aggiunto il voto del Consigliere Luisi. Il Consigliere De Nicolò ha votato contro. Il Consigliere Romanazzi si è astenuto.
Infine, sull’ultimo punto portato al dibattimento, il riconoscimento di un debito fuori bilancio rinveniente da una sentenza, si sono registrati degli scricchiolii nella maggioranza.
Su questo provvedimento, va precisato, il Collegio dei Revisori dei Conti aveva espresso il proprio parere contrario: nonostante ciò, l’Amministrazione aveva comunque deciso di proseguire dritta per la propria strada, portando l’atto all’approvazione del Consiglio.
In apertura di discussione, il Consigliere Agostino Partipilo ha chiesto 15 minuti di sospensione. Una volta accordata la sospensione, i minuti, come spesso accade in questi casi, si sono “allargati” fino a oltrepassare la mezz’ora. Alla ripresa dei lavori, i Consiglieri hanno ripreso il proprio posto in Aula, tranne la Consigliera di maggioranza Antonella Varlaro, che platealmente è rimasta seduta tra i banchi del pubblico, senza partecipare alla discussione e senza prender parte, soprattutto, al voto. Punti di vista discordanti? Crepe nella compagine amministrativa?
Certo è che come al solito il dibattito interno alla maggioranza si consuma nelle segrete stanze. Non è dato di sapere in alcun modo se questi segnali di divisione preludono a fratture vere e proprie, come pure non è dato di conoscere i motivi dietro queste divisioni.
In ogni caso, anche l’ultimo provvedimento è passato: anche stavolta al voto favorevole della maggioranza si è sommato il voto di Luisi. Astenuti i Consiglieri De Nicolò e Romanazzi.
Al di là dei pasticci sui singoli provvedimenti, ciò che suscita maggiori preoccupazioni è lo scenario complessivo che emerge dall’atteggiamento sordo e cieco di questa Amministrazione. Nessuno spazio per il confronto. Nessuna accettazione della possibilità stessa di dissenso. Nessuna visione ideale. Prevale, una volta di più, una concezione della politica che di politico ha ben poco e che si fonda sull’incontro di gruppi di potere che non hanno alcun progetto per la comunità e il cui unico fine è quello della gestione del consenso.

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