Cronache dal Consiglio Comunale del 20 ottobre 2014

consigliovalenzano

Una seduta di Consiglio Comunale carica di stranezze, quella svoltasi la mattina di lunedì 20 ottobre.
La prima singolare anomalia era rappresentata dallo stesso orario di convocazione: le otto di mattina. Un’ora perlomeno insolita, che sembrava scelta apposta per scoraggiare la partecipazione.
Ma al di là della tempistica, ben altre sono le bizzarrie politiche che si sono accumulate e inanellate.
In primo luogo, va ricordato che si trattava della prima adunanza consiliare dopo il rimpasto della Giunta e il conseguente cambiamento degli equilibri e dei rapporti di forza in Consiglio. Correttezza politica e buon senso avrebbero voluto che tutti i Consiglieri che hanno recentemente ingrossato le fila della maggioranza fossero presenti, per motivare pubblicamente le proprie ragioni.
E invece, fra i banchi consiliari, incombeva la vistosa assenza di Nicola Capozzi. L’altro suo collega di lista, Antonio De Mario, si è fatto vedere “in toccata e fuga”, presenziando ai lavori consiliari per un tempo brevissimo e non partecipando neanche alle operazioni di voto. Insomma, è mancata la possibilità di confronto ufficiale proprio con i due protagonisti di un clamoroso andirivieni politico (elezione nella lista “Progetti in comune” a sostegno dell’attuale Sindaco, passaggio all’opposizione in seguito alla defenestrazione dell’Assessore Umberto Sbarra e rientro in maggioranza con la nomina in Giunta di Rino Cavallo).
Altra stranezza: ci si poteva e doveva aspettare che il Sindaco, a seguito di un rimpasto che ha mutato tanto profondamente e radicalmente la geografia politica dell’Amministrazione, tenesse un intervento che illustrasse le prospettive di questo “nuovo corso”.
E invece, Antonio Lomoro si è limitato a una comunicazione scarna ed essenziale: una comunicazione il cui succo può essere sintetizzato in un “benvenuti” agli Assessori che entrano e un “grazie” agli Assessori che escono.
Il pubblico ha comunque potuto assistere all’intervento che ha realmente dato il segno politico di questa nuova fase amministrativa: non il discorso asciutto del Sindaco, ma l’ampia dissertazione svolta dal neo-Assessore Rino Cavallo. Anomalia nell’anomalia: l’Assessore, in teoria, avrebbe dovuto limitarsi a un intervento tecnico sugli obiettivi del proprio mandato. Ci chiediamo, allora: chi è che realmente tira le fila dell’Amministrazione? Chi è che dà la linea? Insomma, questa è l’Amministrazione a guida Lomoro, o a guida Cavallo?
Per entrare nel merito, certamente il discorso di Rino Cavallo era sorretto da piani qualitativi ben più elevati rispetto ai battibecchi, alle continue provocazioni e ai tafferugli verbali a cui, purtroppo, questo Consiglio Comunale ci aveva tristemente abituato. E però, contestiamo profondamente l’impianto e lo spirito di fondo di questo intervento. Il nodo centrale, su cui siamo nettamente in disaccordo, è la tesi per cui il Consiglio Comunale sarebbe come un’assemblea di condominio, dal momento che bisogna solo gestire servizi: da questo punto di vista le distinzioni politiche, con la guida di una comunità locale, non c’entrerebbero.
Ebbene, queste argomentazioni sembrano introdotte più che altro per giustificare (fornendo loro un alibi e un paravento ideale) i ricorrenti cambi di casacca e di fronte che continuano a caratterizzare le vicende politiche e amministrative valenzanesi.
A nostro modo di vedere, amministrare un paese non è e non può essere come “amministrare un condominio”.
In primo luogo perché, accettando questa impostazione, il rischio è quello di appiattire il governo di una comunità sulla mera gestione dell’esistente. Mentre la guida di una collettività necessita di progetti di crescita che guardino al futuro.
In secondo luogo perché simili progetti per il futuro hanno bisogno di un indirizzo, di una linea, di idee. E queste idee le può dare solo la politica.
Infine, e soprattutto, perché la visione per cui “la politica non c’entra con l’amministrazione” è stata, a Valenzano, proprio una delle principali cause della strutturale instabilità amministrativa. In nome di tale visione, infatti, si è affermata la tendenza a costruire coalizioni che si riducevano a macchine acchiappa-voti, e che pertanto non badavano all’omogeneità politica (o perlomeno alla presenza di un progetto condiviso) fra i vari soggetti coinvolti. Coalizioni utili ed efficaci per vincere, ma non, poi, per governare.
Proseguiamo, comunque, con il registrare le eccentricità di una seduta consiliare in cui, come evidenziato, non sono certo mancati gli aspetti curiosi. Come curioso è stato il siparietto che si è svolto, dopo l’intervento di Rino Cavallo, fra quest’ultimo e il Consigliere Giovanni Luisi.
Luisi infatti, pur essendo passato in maggioranza, è sembrato voler marcare distanze e differenze rispetto al neo-Assessore. Cavallo, nella sua analisi, aveva indicato nella crescita urbanistica disordinata una delle contraddizioni che hanno contrassegnato la storia di Valenzano: di contro, Luisi ha tenuto a precisare che, nella sua ottica, il problema non è l’edilizia in sé ma qualsiasi attività imprenditoriale improntata al malcostume. E a proposito di malcostume, Luisi ha usato il termine “tangenti”, salvo poi puntualizzare, a fronte di richiami e di inviti alla chiarezza che gli provenivano dagli altri consiglieri, che intendeva parlare di tangenti “metaforiche”.
Rino Cavallo, durante questo intervento, si è ostentatamente scaldato e ha manifestato insofferenza. I due esponenti politici si sono poi comunque chiariti.
Rimane a ogni modo l’impressione che nella maggioranza già si sia avviato il gioco dei posizionamenti e dei reciproci “distinguo”, nel tentativo di ritagliarsi un recinto e di presidiare spazi e postazioni. Un po’ come nel gioco del Risiko, quando si piazzano le pedine sui territori e ci si studia a vicenda.
Degno di nota, infine, il dibattito che si è scatenato sulla posizione dei Revisori dei Conti quando si è trattato di affrontare il secondo punto all’ordine del giorno.
Si discuteva delle linee di indirizzo per l’esternalizzazione di parte della gestione delle entrate tributarie del Comune. Sul provvedimento portato all’approvazione del Consiglio, il Collegio dei Revisori aveva presentato parere sfavorevole. Da parte della maggioranza è stato adombrato il sospetto che questo atteggiamento, marchiato come “ostruzionista”, dell’organo collegiale, fosse dovuto al rapporto di uno dei componenti (Rocco Bellomo) con la Consigliera Varlaro (moglie, per l’appunto, di Bellomo), passata all’opposizione.
Il Consigliere Amoruso è giunto a suggerire la possibilità di trasmettere al Prefetto un’informativa sul comportamento del Collegio dei Revisori: ipotesi comunque caduta anche a causa della posizione divergente di Giovanni Luisi.
Al di là di ogni altra possibile valutazione, c’è da chiedersi come mai la questione della possibile mescolanza di interessi dovuta alla relazione personale tra uno dei Revisori e un Consigliere venga sollevata solo ora che quest’ultimo è passato in minoranza.

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