Valenzano. Acqua pubblica e pubbliche sfide

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Il Sindaco sfida il Pd. No, non è un vecchio film western con Burt Lancaster e Kirk Douglas. Si tratta, più semplicemente, delle ultime uscite del primo cittadino valenzanese sul caso dei punti di distribuzione pubblica dell’acqua.
Un progetto al quale il Sindaco Lomoro, evidentemente, è tanto affezionato da essere spinto a dichiarazioni avventurose, come quelle rilasciate alla Gazzetta del Mezzogiorno: “sfido il Pd a trovare una società che offra l’acqua naturale gratis e quella gasata anche a quattro centesimi il litro”.
A quanto pare, preso com’è dalla foga di difendere quella che considera una punta di diamante delle proprie promesse elettorali, il Sindaco non ha voluto intendere il senso delle nostre critiche.
Quello che contestavamo non era certo il prezzo o la scelta di una ditta piuttosto che l’altra, ma il metodo di attuazione del progetto. Per essere chiari, quello che contestavamo era ed è il mix di tre elementi: 1) affidamento del servizio a una ditta privata; 2) concessione a tale ditta privata di un vantaggio economico (l’azienda avrà infatti a disposizione in comodato d’uso gratuito delle aree pubbliche in cui installare spazi pubblicitari); 3) affidamento diretto.
In ogni caso, dato che il Sindaco ci tiene tanto ad avere da noi delle alternative, possiamo fornirgli tutti gli esempi di cui ha bisogno di esperienze diverse. Esperienze in cui il progetto delle “case dell’acqua” è stato attivato con ben altro spirito e ben altri metodi.
Melpignano (Le). A Melpignano, il progetto delle case dell’acqua è gestito non da un’azienda privata ma da una cooperativa di comunità. E una cooperativa di comunità è uno strumento di gestione di servizi comuni che produce ricadute economiche che vanno a vantaggio dell’intera collettività. Oltre che un’opportunità per creare lavoro e occupazione.
Monteriggioni (Si). A Monteriggioni, il progetto delle case dell’acqua è stato redatto dall’ufficio tecnico comunale ed è stato attuato in collaborazione con l’acquedotto interregionale. Inoltre le case dell’acqua sono state concepite per non essere semplici punti di distribuzione ma luoghi di aggregazione e socializzazione.
Bari. A Bari, il progetto delle case dell’acqua è stato attivato grazie a una convenzione tra Comune e AQP. Soprattutto, il progetto è nato per educare al valore dell’acqua come bene pubblico e come risorsa da non sprecare.
Potremmo continuare, ma il concetto rimane quello: esempi diversi a cui potersi ispirare il Sindaco e la sua Giunta ne avevano e come.
Ma evidentemente gli esponenti di questa Amministrazione non sentono ragioni: hanno scelto una strada e ora sembrano determinati a percorrerla fino in fondo, anche a costo di lanciare pubblicamente guanti di sfida a chi si permette di dire che, forse, era più opportuno dirigersi verso altri orizzonti.
Ma questo, lo ribadiamo, non è un vecchio film western. Qui si ha a che fare con la responsabilità di amministrare un paese.
E da un’Amministrazione i cittadini si aspettano altro. Non certo la “sfida all’O.K. Corral”.

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