Cronache dal Consiglio Comunale del 28 novembre 2014

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Strani segnali, messaggi in codice e fibrillazioni interne alla maggioranza. Questo lo scenario apparso agli occhi di chi ha assistito al Consiglio Comunale del 28 novembre. Un Consiglio in cui è sembrato che contasse di più quello che veniva detto fra le righe piuttosto che quello che veniva dichiarato esplicitamente. La sensazione è quella che siano stati lanciati degli “avvertimenti silenziosi”, comprensibili ai soli destinatari. Un “dialogo muto” che si è svolto interamente fra le forze che reggono l’attuale compagine amministrativa.
Un primo dato certo è che, all’apertura dei lavori, la maggioranza, da sola, non era in grado di assicurare il numero legale necessario affinché la seduta fosse valida. Tra le fila della maggioranza, infatti, mancavano i consiglieri Capozzi, De Mario, Devitofrancesco, Luisi e Spinelli. Se i lavori si sono potuti avviare senza che il Presidente fosse costretto a rinviare il Consiglio alla seconda convocazione è solo perché gli esponenti della minoranza sono rimasti in Aula, garantendo il mantenimento del numero legale.
Tutti quei banchi vuoti erano un ammonimento strategico lanciato a chi doveva coglierne le implicazioni? O si è trattato solo di pura casualità? Certo è che il Sindaco ha ringraziato i consiglieri di opposizione per il loro senso di responsabilità, e ha avvertito la necessità (senza che nessuno glie lo avesse chiesto) di assicurare pubblicamente che all’interno della maggioranza non c’è nessun problema di stabilità.
In ogni caso, i componenti di maggioranza assenti sono successivamente entrati in aula dopo l’avvio della seduta. Non tutti. Continuava a mancare il solo Nicola Capozzi (stranamente assente già nella precedente riunione di Consiglio: proprio quella in cui è stato ufficializzato il rientro del suo gruppo in maggioranza).
Comunque, questo scambio di sottintesi è proseguito. Nella fase dedicata alle interrogazioni e alle comunicazioni, infatti, il consigliere di maggioranza De Mario si è sperticato in una lunga dissertazione per denunciare i gravi danni all’igiene e alla salute derivanti dal libero scorrazzare dei piccioni per il paese. A questa interrogazione, è seguita una replica abbastanza stizzita del Sindaco Lomoro, che ha definito quelle di De Mario “belle parole”, per poi aggiungere di avere tutta l’intenzione di risolvere il problema. Questa la proposta del sindaco: l’istituzione di una commissione per studiare la questione. E però, una simile commissione è stata etichettata come inutile prima dal consigliere Cicirelli e poi dallo stesso De Mario.
All’interrogazione svolta da De Mario si è riallacciato il consigliere Spinelli, per dichiarare che, al di là della fattibilità di un piano per ridurre la presenza dei volatili, se i piccioni sporcano qualcuno dovrebbe pulire. A partire dalla constatazione delle inefficienze sul piano dell’igiene urbana, Giuseppe Spinelli si è avventurato nel proporre una “commissione di controllo sull’operato degli assessori”. Una provocazione? E con quale scopo? Ma c’è di più. Lo stesso Spinelli ha poi svolto un’interrogazione sull’appalto relativo al rifacimento delle strade, che è apparsa più che altro un’occasione per contestare il lavoro dell’Assessore Pietrantonio.
Dopo questi segnali cifrati, tutti interni alla maggioranza, è comunque ripreso il solito spettacolo a base di aggressioni verbali ai danni della minoranza.
Il consigliere Donato Amoruso ha utilizzato il pretesto di dover svolgere un’interrogazione, per poi sostanzialmente decantare l’opera della giunta sul fronte del rifacimento delle strade e dei marciapiedi. Al consigliere De Nicolò, che ha ricordato che i fondi per quei lavori erano stati già stanziati dall’Amministrazione Lampignano, ha quindi replicato il consigliere Spinelli, che si è esibito in un vero e proprio comizio politico. I consiglieri di minoranza hanno cercato di affermare il principio elementare per cui il consiglio comunale non è il luogo per i comizi, ma sono stati subissati dalla consueta raffica di provocazioni e offese da parte degli esponenti di maggioranza. Per giunta, il Presidente del Consiglio non ha neanche dato modo, ai rappresentanti d’opposizione, di rispondere “per fatto personale” (come invece previsto dal regolamento).
I lavori del Consiglio sono poi proseguiti con l’approvazione del piano di interventi per il diritto allo studio, votato all’unanimità, e con la discussione sull’assestamento di bilancio. Il dibattito su quest’ultimo punto, e in particolare gli interventi dei consiglieri di minoranza, hanno consentito di evidenziare diverse anomalie. Fra queste, un sostanziale scostamento rispetto alle previsioni di partenza sulle somme che il Comune avrebbe dovuto “tirar fuori” per assicurare esenzioni e agevolazioni sulla Tari. Da uno stanziamento iniziale di 145mila euro si è passati a un totale di 25mila euro. Insomma, il Comune ha potuto garantire esenzioni in misura inferiore a quanto previsto. Il punto dolente, emerso dal dibattito complessivo, rimane quello di un carico tributario elevato, a cui non corrispondono servizi efficienti e adeguati. Soprattutto, resta confermata l’impressione che il bilancio comunale si regga sui “piedi d’argilla” di entrate in realtà incerte.
L’assestamento di bilancio è stato infine approvato a maggioranza.
Ma al di là dei provvedimenti approvati e dei loro contenuti, il dibattito è apparso condizionato da quello che non è stato esplicitato ma piuttosto “lasciato intendere”. Nonostante tutte le assicurazioni del Sindaco, i cittadini hanno il diritto di sapere che cosa sta realmente succedendo all’interno della maggioranza. Se cioè i segnali in codice lanciati preludono a frizioni o a vere e proprie fratture, e a che cosa si devono queste tensioni. I soliti giochi di potere? I soliti posizionamenti e riposizionamenti strategici? Certo è che là dove c’è assoluta mancanza di chiarezza e di trasparenza, la politica c’entra ben poco.

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