Il taglio degli alberi in via Padre Pio: alcune considerazioni

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In questi giorni, fra i vari motivi di contrapposizione che infiammano pressoché quotidianamente il dibattito valenzanese, ha tenuto banco il taglio degli alberi in via Padre Pio.
È normale che un’operazione del genere, per lo stesso impatto visivamente forte, susciti opinioni contrastanti. Ma crediamo che sia necessario non arrestarsi alle pur comprensibili reazioni emotive, conseguenti allo scenario degli alberi tagliati.
Il caso, infatti, si incrocia con questioni significative per la vivibilità di una città. Questioni come la gestione dell’arredo urbano, la viabilità e la sicurezza delle strade, la tutela del verde in un contesto cittadino. Riteniamo pertanto opportuno aprire una riflessione fondata prima di tutto su dati tecnici e oggettivi.
In primo luogo, è certo che un intervento su quel tratto di strada era necessario e doveroso, dal momento che l’alberatura, nel corso degli anni, aveva causato rilevanti danni alla pavimentazione del marciapiede centrale della via e aveva intaccato in alcuni punti il manto stradale. Appare altrettanto certo che quegli alberi, in quel punto, non avrebbero dovuto essere proprio impiantati: appunto per le sue caratteristiche e per la sua capacità di raggiungere un’ampiezza ragguardevole, il pino è una specie poco idonea a essere utilizzata come alberatura su una strada cittadina, per di più dalle dimensioni ridotte.
Adesso, il passaggio più corretto consisterebbe nel procedere alla sostituzione dell’alberatura con una specie più idonea, anche per l’importante funzione svolta dagli alberi nel contesto urbano (assorbimento del carico inquinante, ombreggiatura, abbellimento).
Proprio per questo, però, rimane in sospeso la questione fondamentale, tuttora irrisolta: perché su quella via stazionano ancora i tronconi, lasciati in piedi e privati completamente della chioma? Insomma, i lavori svolti hanno come obiettivo il prossimo taglio degli alberi, o si è trattato di operazioni di potatura, e nello specifico di “capitozzatura”? Solleviamo questo interrogativo in funzione del fatto che la capitozzatura, nella pratica agronomica, già di per sé è un intervento completamente errato, dal momento che provoca gravissimi danni permanenti alle piante. Per di più, nel caso dei pini è un’operazione del tutto fuori luogo, poiché queste piante non hanno la capacità di “ricaccio” vegetativo, e dunque non tollerano in alcun modo la potatura.
E dunque, qualora ci trovassimo di fronte a “capitozzatura”, il risultato sarebbe che la collettività si ritroverebbe con un’alberatura fatta di monconi di tronchi morti, che non vegeteranno più a causa di una potatura totalmente sbagliata.
Se invece questo è solo il primo passo di lavori che non sono ancora giunti a conclusione e che devono ulteriormente procedere, l’auspicio è che si segua il percorso più opportuno per garantire le esigenze dei cittadini e del decoro urbano, vale a dire la sostituzione delle piante attuali con una specie di alberi più consona al contesto e il rifacimento della pavimentazione per assicurare la percorribilità di quel tratto di strada in sicurezza.
In ogni caso, il soggetto che ha il dovere di fare chiarezza nei confronti dei cittadini, per fugare tutti i dubbi sorti finora, è l’Amministrazione. Quali sono il fine e la natura dei lavori avviati? Si tratta di potatura o delle fasi iniziali di un’operazione di taglio e rimozione? C’è l’intenzione di sostituire quegli alberi? E se sì, con quali piante?
Finora non c’è nessuna notizia ufficiale, né è stato pubblicato alcunché sul sito istituzionale del Comune. Per giunta, non risulta sull’Albo Pretorio alcun provvedimento che dia motivazione e fondamento all’intervento effettuato.
In assenza di chiarimenti, e con il perdurare della situazione di provvisorietà che vede i tronconi di pino campeggiare lungo quel marciapiede, rimane il sospetto che il tutto possa ridursi alla solita operazione di marketing pre-elettorale.
Crediamo, allora, che questi nodi debbano essere sciolti, sia per appianare le tante perplessità e le obiezioni sollevate in merito al caso specifico, sia per la basilare esigenza di ispirare ogni atto e ogni iniziativa dell’Amministrazione a principi di trasparenza.
Soprattutto, riteniamo che su questioni che riguardano la qualità della vita di una comunità, si debba e si possa entrare nell’ottica di idee di sperimentare strumenti e metodi di progettazione partecipata.
Perché, al di là degli interventi estemporanei eseguiti per mettere toppe e pezze, ciò che manca allo stato attuale a Valenzano sono la partecipazione e la capacità di progettare.

2 Responses to Il taglio degli alberi in via Padre Pio: alcune considerazioni

  1. Franco Pancotto scrive:

    Non che non m’importi degli alberi abbattuti in Via Padre Pio (sic) – anche perché avevo notato un cartello “PERICOLO” lungo quel viale nei primi giorni che mi ero trasferito a Valenzano e pensai “Ah! questo è come l’Amministrazione gestisce il territorio” …
    il resto si commenta da sé…

    Franco Pancotto

  2. Franco Pancotto scrive:

    Padre Pio facci la grazia…

    Il solo fatto che una via venga intitolata a Padre Pio mi dà prima i brividi e poi mi rimanda a una cultura cattolica che la fa da padrona: a Valenzano, in Italia, in gran parte dell’Europa e del mondo e ora anche a Cuba!
    La questione degli alberi e del risanamento di quel viale nell’inconscio collettivo paesano, rimanda inesorabilmente a una cultura stratificata che non dà spazio – però, alla modernità – alla contemporaneità. Ovviamente andava risanata, come da esigenze urbanistiche, è bene che si stia procedendo con una schiera di Vigli Urbani impressionante.
    Ora, se l’attuale Amministrazione Comunale di Valenzano è capace di opere pubbliche come queste – induce in me un barlume di fiducia – e forse il Sindaco Antonio Lomoro – non è tanto male, dopo tutto…
    Quando ci vuole, ci vuole…

    Franco Pancotto

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