Cronache dal Consiglio Comunale del 19 maggio 2015

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Il Consiglio Comunale che si è svolto nella giornata di martedì 19 maggio, in teoria, avrebbe dovuto discutere di importanti istituti di democrazia partecipata e di protagonismo civico. Nella pratica, i cittadini che hanno potuto seguire i lavori hanno assistito a uno spettacolo ben lontano da questi principi.
Le fasi iniziali, quelle dedicate alle comunicazioni e alle interrogazioni, hanno regalato i consueti e immancabili siparietti. Già nel precedente Consiglio aveva tenuto banco la surreale diatriba sulla titolarità della casella di Forza Italia. Nell’adunanza del 15 aprile la contesa era tra Agostino Partipilo (in maggioranza) e Giovanni Dentamaro (di recente passato all’opposizione): entrambi a rivendicare il ruolo di capogruppo di FI. Ma si sa: non c’è due senza tre. E così, la nuova seduta del Consiglio ha visto l’intervento di Nicola Capozzi, Consigliere di maggioranza (reduce da un fugace passaggio in opposizione), il quale ha ricordato che prima ancora degli altri “litiganti” era stato lui, con il suo gruppo consiliare, a dichiararsi di Forza Italia.
I toni e il clima non sono minimamente mutati quando è stata avviata la discussione nel merito dei provvedimenti.
Uno degli argomenti all’ordine del giorno era il Regolamento per la gestione delle aree verdi pubbliche.
Si trattava di un provvedimento che, sia pure con qualche contraddizione (come la confusione e la sovrapposizione fra la figura del concessionario e quella dello sponsor), pareva improntato all’intenzione condivisibile di consentire una gestione partecipata di importanti luoghi di socializzazione e aggregazione per la comunità, come le aree verdi. Soprattutto, attraverso il protagonismo del mondo associativo, si sarebbe potuto avviare un percorso di responsabilizzazione collettiva attorno a quelli che sono dei beni pubblici.
E però, in seguito a un fuoco di fila di emendamenti presentati, articolo per articolo, dal Consigliere Partipilo (esponente della stessa maggioranza che aveva partorito il provvedimento!), il Regolamento è stato letteralmente stravolto e ha visto ribaltato il suo stesso impianto di fondo, aprendo pericolosamente la strada ad altre logiche. Logiche di privatizzazione degli spazi pubblici in nome di una gestione ispirata a principi commerciali. Fra l’altro, va sottolineato che con la precedente Amministrazione il Comune di Valenzano si dotò già di un Regolamento per la concessione di immobili di proprietà comunale (che comprendeva anche le aree a verde). Rispetto a questo dispositivo preesistente, il nuovo provvedimento segna una sostanziale involuzione nello spirito e nei contenuti.
Tra gli altri argomenti, anche due proposte presentate dai Consiglieri di minoranza.
Una era l’approvazione del Regolamento della Consulta delle Associazioni, che vedeva come promotore il gruppo di Sel.
Proposta bocciata, in seguito alle osservazioni dell’Assessore Rino Cavallo, che ha fatto notare che il provvedimento avrebbe dovuto essere formalizzato in altra maniera, dal momento che il Comune di Valenzano è già dotato di un Regolamento della Consulta delle Associazioni.
Ci permettiamo, a questo punto, una notazione: è stato ricordato che a Valenzano esiste un Regolamento della Consulta; per di più, in base alla discussione svolta in Consiglio, un po’ tutti hanno ammesso che si tratta di un Regolamento assai particolareggiato e completo. Ebbene, crediamo che sia giunta l’ora che si applichi, una buona volta, quanto previsto da questo Regolamento!
Ricordiamo, infatti, che il Regolamento attualmente vigente fu approvato dal Consiglio Comunale con l’Amministrazione Lampignano. Questo strumento istituì, finalmente, l’Albo delle Associazioni, consentendo di svolgere un lavoro, su basi certe e formalizzate, di censimento delle Associazioni presenti e operanti su Valenzano. Il passaggio successivo avrebbe dovuto essere, per l’appunto, la partenza vera e propria della Consulta. Partenza che non c’è stata, anche a causa della caduta anticipata dell’Amministrazione precedente. Che cosa si aspetta, ora, a rendere operativa la Consulta? Che cosa si aspetta a mettere le Associazioni nelle condizioni di collaborare ai programmi culturali e sociali dell’Amministrazione attraverso un luogo istituzionalizzato?
Infine, avrebbe dovuto essere discusso il Regolamento dei Comitati di Quartiere, proposto dal gruppo di Valenzano Cresce.
Abbiamo scritto “avrebbe dovuto essere discusso”, per un preciso motivo: la maggioranza infatti ha bocciato il provvedimento, senza neanche un minimo di dibattito o approfondimento.
Un comportamento sprezzante e irriguardoso, a maggior ragione dal momento che all’attenzione del Consiglio era stato portato un importante istituto di protagonismo civico, come quello rappresentato dai Comitati di Quartiere. Un istituto, del resto, già contemplato nel titolo V dello Statuto del Comune di Valenzano, riguardante la partecipazione. Questa parte dello Statuto, a tutt’oggi, rischia di rimanere lettera morta, soprattutto in funzione del fatto che manca ancora un apposito “Regolamento comunale sul decentramento e la partecipazione”: regolamento, per altro, già previsto nello Statuto stesso e mai approvato. Proprio per questo, dal nostro punto di vista, prima ancora della regolamentazione dei Comitati di Quartiere, sarebbe utile e doveroso iniziare a confrontarsi sul Regolamento della partecipazione tuttora assente. In mancanza, un eventuale Regolamento dei Comitati di Quartiere rischierebbe di essere uno strumento parziale e limitato. Certo è che, nonostante queste criticità, l’argomento portato in discussione avrebbe meritato ben altro tipo di trattazione, e non certo una bocciatura secca, fondata sulla mera logica dei rapporti di forza in Consiglio.
In ogni caso, dal momento che all’epoca dell’Amministrazione Lampignano avviammo già un lavoro di studio e di preparazione del Regolamento della partecipazione, ribadiamo che questo lavoro è a disposizione delle forze e dei soggetti intenzionati a confrontarsi con noi sul merito delle questioni.

 

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