Un ordine del giorno sulle autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi in Adriatico

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Il locale circolo del Partito Democratico ha presentato al Comune di Valenzano un ordine del giorno, da discutere ed approvare in Consiglio Comunale, in merito alla vicenda delle autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi in Adriatico.
Di seguito, la lettera del Pd indirizzata al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Valenzano, e il testo dell’ordine del giorno.

Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio
Comune di VALENZANO

OGGETTO: Proposta ordine del giorno su autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi nel mare Adriatico

In allegato alla presente, inoltriamo una proposta di ordine del giorno da discutere al primo Consiglio Comunale utile.
Tale proposta si articola in una serie di azioni politiche e istituzionali che il Comune di Valenzano può intraprendere per intervenire nel dibattito che si sta sviluppando in merito alla vicenda delle autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi nel mare Adriatico.
Una vicenda che tocca profondamente interessi, aspettative ed esigenze della collettività pugliese, e che richiede proprio per questo una capacità di fare rete da parte delle forze politiche e delle istituzioni locali.
Sottolineiamo, a questo proposito, che la nostra iniziativa si inserisce nel quadro delle posizioni elaborate dal Pd pugliese e dal Pd di Terra di Bari (che hanno espresso un no deciso all’ipotesi delle trivellazioni), ma al contempo è aperta al contributo che può provenire da altri soggetti e altre sensibilità politiche.
La proposta di ordine del giorno è strutturata in modo tale da incrociarsi con altre iniziative similari, che gli altri comuni dell’Area Metropolitana potranno e vorranno intraprendere, e soprattutto è concepita in modo tale da fare arrivare la voce delle comunità ai vari livelli istituzionali competenti.
Rimaniamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Distinti saluti.

Francesco Calè
Segretario Pd – Circolo di Valenzano

Valenzano, 7 luglio 2015

PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE
Ordine del giorno relativo alle autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi nel mare Adriatico.

IL CONSIGLIO COMUNALE
Premesso che
• Il Mar Mediterraneo è un bacino quasi completamente chiuso, dove l’afflusso continuo di acqua di superficie dall’Oceano Atlantico è la principale fonte del mare di rifornimento e rinnovo dell’acqua.
• E’ un mare relativamente povero di nutrienti e con una produttività relativamente più bassa rispetto ad altri mari, a fronte comunque di comunità viventi ricche di specie vegetali ed animali che lo rendono unico ed incomparabilmente fragile allo stesso tempo.
• L’impiego di trivelle per l’esplorazione dei fondali marini alla ricerca di giacimenti di gas e/o petrolio è una attività che comporta importanti perturbazioni degli ambienti marini e, quindi, delle comunità viventi che le abitano, con tempi di recupero molto lunghi e, comunque, totalmente sconosciuti a priori.
• Le conoscenze attuali degli effetti di questo tipo di attività si basano, infatti, sull’analisi dei danni arrecati all’ambiente quando questi si sono oramai già verificati e, paradossalmente, tali conoscenze non possono aiutare a prevedere cosa potrebbe accadere in aree marine che ancora non hanno subito l’impatto di tali attività.
• Non è opportuno continuare a sottoporre le aree marine ad enormi rischi di inquinamento ambientale che sono inevitabilmente da prevedere se si darà avvio alle campagne di prospezione per la ricerca di idrocarburi nei fondali marini.
• L’estrazione di gas e/o petrolio, che si prospetta come passaggio successivo a quella dell’attività investigativa, comporta inoltre altrettanti pericoli per la salvaguardia dell’ecosistema marino in termini di rischio di inquinamento derivante dalle attività operative che normalmente si svolgono in queste piattaforme estrattive ed anche da possibili incidenti, inadempienze o eventi imprevedibili.
• Il tratto di Mare oggetto delle investigazioni è ancora oggi un mare che ospita specie animali e vegetali di enorme importanza per la biodiversità marina, annoverando la presenza di cetacei, tartarughe marine, squali e praterie di posidonia (habitat necessario alla riproduzione di innumerevoli altre specie marine). Non è da sottovalutare anche la ricchezza delle risorse alieutiche di quest’area marina, nonostante l’enorme pressione delle attività di pesca a strascico e pelagica che concorrono alle economie locali e nazionale con la produzione importantissima di gamberi rosa, rosso e viola e di altre specie ittiche di alto valore commerciale.
• Proprio le specie demersali sono le più a rischio, in caso di attività di estrazione di idrocarburi, poiché sono più a contatto con i fondali marini (almeno per una buona parte del loro ciclo vitale) e subirebbero pertanto un impatto la cui entità non è affatto prevedibile. Le ripercussioni non tarderebbero a farsi sentire in tutto l’ecosistema marino, che come è noto resta pur sempre un ecosistema fragile ed ancora non del tutto conosciuto.
Considerato che:
• non è ormai più accettabile la posizione di un paese che continui ad investire enormi risorse economiche sulla ricerca degli idrocarburi, nonostante le tecnologie moderne consentono ormai di indirizzare gli sforzi nella implementazione di fonti di energia alternative e, allo stesso tempo, nell’abbracciare una nuova filosofia designata al risparmio energetico, nonché al recupero e riciclo di flussi energetici che sono impiegati in ogni attività lavorativa.
• È tempo che le comunità locali siano ascoltate, non si può ignorare il malessere di una popolazione che ha voglia di benessere (non solo economico…), crescita e lavoro più legati alle ricchezze che il nostro paese offre in termini di turismo, arte, natura, e che non ha alcuna fiducia sugli effettivi vantaggi che l’estrazione di idrocarburi farebbe ricadere sul territorio.
• Riproporre la centralità del rapporto locale-globale con l’urgenza di superare le logiche emergenziali e settoriali a favore di una visione unitaria e integrata che riaffermi il valore strategico della gestione sostenibile dei conflitti socio-ambientali è la sfida vera della pianificazione ambientale e territoriale.
Visto che:
• secondo le valutazioni dello stesso ministero dello Sviluppo economico ci sarebbero nei nostri fondali marini circa 10 milioni di tonnellate di petrolio di riserve certe (RA 2013 DGRME-UNMIG), che stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 8 settimane. Non solo: anche attingendo al petrolio presente nel sottosuolo, concentrato soprattutto in Basilicata, il totale delle riserve certe nel nostro Paese verrebbe consumato in appena 13 mesi (RA 2013 DGRME –UNMIG)
• la Direttiva VIA 2014/52/UE, nella quale si stabilisce che la valutazione dei progetti descrive e valuta, in modo appropriato per ciascun caso particolare gli effetti significativi diretti e indiretti, di un progetto sui seguenti fattori: (…) b) biodiversità, con particolare attenzione alle specie e agli habitat protetti in virtù della direttiva 92/43/CEE e della direttiva 2009/147/CE” (come si legge all’art. 1, paragrafo 1, lettera b) della Direttiva VIA). E’ sempre la nuova Direttiva sulla VIA, che dovrebbe essere recepita entro il 17 maggio 2017, che dedica particolare attenzione al coinvolgimento nel processo decisionale di tutte le amministrazioni, anche locali, interessate al progetto, stabilendo nel nuovo paragrafo 1 dell’art. 6 della nuova Direttiva VIA che gli Stati membri debbano adottare “…tutte le misure necessarie affinché le autorità che possono essere interessate al progetto, per la loro specifica responsabilità in materia di ambiente o in virtù delle loro competenze locali o regionali, abbiano la possibilità di esprimere il loro parere sulle informazioni fornite dal committente e sulla domanda di autorizzazione…”
RITENUTO opportuno riproporre la centralità del rapporto locale-globale con l’urgenza di superare le logiche emergenziali e settoriali a favore di una visione unitaria e integrata che riaffermi il valore strategico della gestione sostenibile dei conflitti socio-ambientali è la SFIDA vera della pianificazione ambientale e territoriale.

Pertanto premesso
IL CONSIGLIO COMUNALE
DELIBERA
Il seguente Ordine del Giorno affinché si chieda:
– Al SINDACO METROPOLITANO di convocare l’Assemblea dei SINDACI per proporre ricorso al TAR insieme al Presidente della Regione
– Al GOVERNO che venga redatto finalmente il PIANO ENERGETICO NAZIONALE, che faccia chiarezza rispetto alle fonti di approvvigionamento energetico del nostro PAESE.
– Al GOVERNO di aprire un TAVOLO DI CONCERTAZIONE TRANSFRONTALIERO che riunisca i Paesi che si affacciano sul Mare Adriatico le cui coste sono interessate dalle concessioni date alla Spectrum, ovvero, dalla Northern Petroleum.

Inoltre si impegna la GIUNTA COMUNALE a promuovere un gruppo di azione che segua e solleciti il Governo Regionale e Nazionale perché siano prese le risoluzioni necessarie a interrompere le prospezione delle due società e perché non siano concessi ulteriori titoli concessori che autorizzino alla ricerca ed alla coltivazione degli idrocarburi in mare.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Con successiva votazione: voti favorevoli ……. Voti contrari …… voti astenuti

DELIBERA

Di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 34 del T. U. sull’Ordinamento degli Enti Locali, approvato con D.Lgs 267/2000

La nota protocollata alle autorità comunali, con la proposta di ordine del giorno

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