Efficientamento energetico. Il Comune di Valenzano perde il finanziamento della Regione. E ora, chi paga?

ritaglio delibera efficientamento

Il Comune di Valenzano è riuscito a perdere il finanziamento stanziato dalla Regione Puglia e relativo a un progetto di riqualificazione di due scuole: la Scuola Elementare Papa Giovanni XXIII e la Scuola Elementare De Bellis.
Peccato che nel frattempo i lavori siano stati affidati.
E ora, chi paga? E soprattutto, perché gestire con tanta imperizia e improvvisazione un progetto che avrebbe potuto apportare vantaggi alla comunità?
Questi i fatti: il Comune di Valenzano risultava essere beneficiario, nei confronti della Regione Puglia, di un contributo finanziario per la realizzazione di un intervento di efficientamento energetico e miglioramento della sostenibilità ambientale relativo ai due istituti scolastici.
Tra un ritardo e un altro, i lavori sono stati affidati in via definitiva soltanto il 5 maggio 2015, con determinazione dirigenziale n. 365. E però, la Regione Puglia aveva già comunicato una riprogrammazione dei finanziamenti, a seguito di una specifica richiesta dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.
La nota della Regione era una PEC (posta elettronica certificata) del 4 maggio 2015, che a detta del Comune sarebbe stata letta solo il 6 maggio.
Insomma, ci si è ritrovati con i finanziamenti persi, a causa delle lungaggini, e i lavori sono stati comunque affidati, con un’accelerazione in extremis. A fronte di questa situazione già fin troppo caotica, l’Amministrazione di Valenzano ha aggiunto ulteriore confusione, approvando una Delibera di Giunta, la n. 88 del 26 agosto 2015, con la quale si dà mandato agli uffici di affidare l’incarico a un legale per intraprendere azioni nei confronti della Regione Puglia.
In ogni caso, la perdita di questi finanziamenti ha prodotto uno squilibrio in Bilancio.
Tanto è vero che la stessa Giunta ha avvertito il bisogno di approvare una successiva Delibera, la n. 95 del 17 settembre 2015, con cui si introduce una variazione al Bilancio, operando un accantonamento di fondi, proprio per coprire lo squilibrio. Una Delibera la cui intenzione dichiarata è quella di scongiurare ipotesi di danno a carico dell’Ente. E però, la falla nel Bilancio è stata aperta. E per “turarla” si spostano fondi.
Per di più, sembrerebbe che allo stato attuale i lavori siano bloccati, e che i pannelli siano abbandonati nel cortile della scuola Papa Giovanni XXIII. Intanto, il lastrico solare si allaga, perché gli scarichi sono ostruiti. Insomma, danni che si sommano a danni.
Certamente, il progetto di efficientamento energetico era ed è un’operazione utile, ma proprio per questo ci chiediamo il perché di una gestione tanto incauta, se non proprio raffazzonata e sconsiderata.
Perché assumersi i rischi collegati a una procedura ristretta? Perché un affidamento dei lavori fuori tempo massimo? Perché, una volta fatto il danno, cercare di rimediare intraprendendo un’azione legale e operando un accantonamento di fondi, e non scegliere di rifare la procedura, con una gara pubblica, coperta da stanziamenti comunali?
È troppo pretenzioso aspettare una risposta a questi interrogativi?

Rispondi