Raccolta “porta a porta” a Valenzano. Nuovi dubbi e nuove perplessità

manifesto differenziata periferie

È passato qualche giorno dall’avvio delle operazioni che dovrebbero preparare Valenzano alla raccolta “porta a porta”, e i dubbi e le perplessità manifestati in precedenza non solo non si sciolgono, ma aumentano e si sommano.
Scopriamo che per i quartieri periferici (zona ville su via Bari, San Lorenzo, Arcade e Boscarello) tutto resta così com’è. La differenziata continuerà a essere condotta attraverso il conferimento dei vari rifiuti negli appositi cassonetti. Ma è veramente questo il modo opportuno per avviare una seria ed efficace differenziata? Una raccolta porta a porta dovrebbe implicare la dismissione dei cassonetti per l’intero paese.
Si tratta di uno schema che la ditta appaltatrice replica in maniera meccanica in quelle realtà in cui le viene affidato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. In altri paesi vicini in cui l’azienda è la stessa, infatti, viene applicato il medesimo modello: distribuzione di un unico bidoncino nel centro, conferimento nei cassonetti nelle zone periferiche e/o residenziali. Evidentemente, un modello che per l’azienda è conveniente in termini di risparmio economico. Ma è altrettanto conveniente per la comunità? O non si corre il pericolo che la raccolta “porta a porta” organizzata così, piuttosto che arrecare benefici, crei disagi?
Innanzi tutto, la dotazione di un solo contenitore per nucleo abitativo è assolutamente insufficiente: andava distribuito almeno un altro contenitore, destinato al solo organico. Utilizzare un unico bidoncino per tutte le categorie di rifiuti vuol dire rischiare di contaminarlo con i residui dell’organico, con il risultato di inficiare gli effetti della differenziazione.
Poi, mantenere i cassonetti nelle zone periferiche vuol dire rischiare che gli abitanti del centro che non avranno la pazienza di conservare l’organico a casa propria per più d’un giorno lo vadano a gettare in quei quartieri.
E ancora, una raccolta porta a porta, per funzionare adeguatamente, dovrebbe prevedere incentivi e premialità per i cittadini che effettuano correttamente la differenziazione dei rifiuti. Ma ciò implica che a ciascun contenitore venga attribuito un codice identificativo. E invece, a ciascun nucleo abitativo è stato affidato un anonimo bidoncino grigio. Evidentemente sarà impossibile distinguere un contenitore dall’altro, in particolare nel caso delle palazzine, sotto le quali si ammucchieranno pletore di bidoncini.
Infine, continuano le operazioni di consegna dei bidoncini, senza che ai cittadini sia stato fornito alcun preavviso. A parecchi valenzanesi è toccato di ricevere la visita degli addetti alla distribuzione in orari improbabili: si parla anche delle 6.45 di mattina!
Ma c’è di più: le persone che stanno consegnando i contenitori non solo, in alcuni casi, stanno dando indicazioni fuorvianti (a qualche valenzanese è stata passata l’informazione che, per raccogliere i rifiuti da collocare poi nel bidoncino, basta una “busta della spesa”), ma per giunta si avventurano in quella che non esitiamo a definire una vera e propria campagna elettorale. Ci sono cittadini che, ricevendo il bidoncino, si sono sentiti dire “ringraziate il sindaco”! Non si esita, insomma, a trasformare quella che dovrebbe essere una operazione civica in occasione per battere la grancassa propagandistica. Perché mai personale assunto dalla ditta appaltatrice dovrebbe fare promozione in favore del sindaco? Un fatto inaudito, a fronte del quale ci sentiamo in dovere di chiedere con quali criteri sono stati individuati gli addetti alla consegna.

Rispondi