Valenzano. La raccolta “porta a porta” tra proclami e realtà

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Ci risiamo. L’Amministrazione Comunale riprende con la politica degli annunci trionfali. E lo fa su un tema particolarmente controverso e attuale, come quello della partenza della raccolta porta a porta.
Gli esponenti della Giunta e della maggioranza esibiscono alla Gazzetta del Mezzogiorno risultati entusiasmanti, pur essendo costretti ad ammettere qualche criticità: proclami che cozzano con la situazione vissuta sulla propria pelle in questi giorni dai cittadini valenzanesi.
In ogni caso, sono le stesse dichiarazioni rilasciate dagli amministratori a far emergere che avevamo ragione noi: avevamo ragione ieri e abbiamo avuto ragione oggi.
Avevamo ragione ieri, quando insistevamo perché l’Amministrazione riorganizzasse il servizio di igiene pubblica, in modo da potenziare la raccolta differenziata (certamente, non nella maniera affrettata e pressappochista che invece è stata adottata). Se è vero che la percentuale della differenziata è salita al 40%, ciò vuol dire che finora si è perso fin troppo tempo.
Abbiamo avuto ragione oggi, quando abbiamo preannunciato i problemi che puntualmente si sono verificati in seguito alle modalità con cui si è avviata questa raccolta porta a porta. Avevamo avvertito che l’informazione e la comunicazione non erano sufficienti. Avevamo pure previsto che lasciare i cassonetti nelle zone periferiche avrebbe causato disagi. Ora, sono costretti ad ammettere questi intoppi anche gli esponenti dell’Amministrazione. Possibile che non se ne fossero accorti prima?
Ci chiediamo poi a che titolo Agostino Partipilo, Consigliere di maggioranza, abbia partecipato a una riunione con la ditta a cui è affidato l’appalto. Un incontro del genere è un atto di gestione. Mentre i poteri e le prerogative dei consiglieri comunali rientrano nell’ambito dell’indirizzo e del controllo. A meno che il Consigliere in questione non sia intervenuto nelle vesti di “padre di vicesindaco”.
In ogni caso siamo convinti pure noi, così come afferma il Consigliere Partipilo, che Valenzano sia “un paese civile”.
Ma qui il problema non è rappresentato tanto dalla civiltà dei valenzanesi, quanto da un’Amministrazione che una volta di più si è rivelata assolutamente incapace di pianificare e di programmare.

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