Cronache dal Consiglio Comunale del 30 dicembre 2015

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Che cosa sta succedendo all’interno della maggioranza che regge l’Amministrazione Comunale di Valenzano? Strani segnali sono stati lanciati nel corso del Consiglio Comunale che si è svolto la sera di mercoledì 30 dicembre. L’impressione che ci fosse qualcosa che non andava è cominciata con il dibattito sulla mozione presentata dai Consiglieri di minoranza, e relativa ai temi della sicurezza e del controllo del territorio: in questa sede, sono emerse due posizioni diverse, e per certi versi contrastanti, entrambe provenienti dalle fila della maggioranza. Il Consigliere Giuseppe Spinelli ha proposto di apportare alcuni emendamenti alla mozione, chiedendo di conseguenza che il Consiglio votasse il testo emendato. Di contro, il Consigliere Agostino Partipilo ha invitato a rinviare l’esame del provvedimento ad altra assemblea consiliare. Dopo una sospensione dei lavori durata qualche minuto, in ogni caso, il Consiglio Comunale si è espresso all’unanimità a favore della mozione della minoranza, modificata dagli emendamenti provenuti dalla maggioranza.
Ancor più singolare l’interrogazione formulata dal Consigliere Partipilo, che ha avanzato dubbi e riserve in merito alla gestione del centro polifunzionale situato nel quartiere San Lorenzo. Un episodio doppiamente anomalo: l’affidamento alla onlus che attualmente gestisce quel centro, infatti, è stato deliberato dall’attuale Amministrazione e il provvedimento è stato votato in Consiglio Comunale dall’intera maggioranza. Per di più, l’interrogazione, con le perplessità adombrate, è stata rivolta all’Assessore Rino Cavallo, che dovrebbe essere espressione dello stesso gruppo politico (Sud al Centro) di cui fa parte proprio Agostino Partipilo.
Insomma, sembra che prosegua il metodo dei messaggi in codice, confezionati apposta per essere raccolti e intesi solo da quei pochi a cui sono rivolti. Il sistema è quello, consolidato, delle cose dette fra le righe, in maniera tale da appianare tensioni e disaccordi nei conciliaboli da svolgersi nelle segrete stanze del potere. E però, se ci sono dei problemi all’interno della maggioranza, è opportuno che le cose vengano dette con chiarezza. La trasparenza è un dovere di chi si assume l’onere e la responsabilità di guidare una comunità.
Dopo la fase delle mozioni e delle interrogazioni, il Consiglio ha affrontato diversi argomenti, la maggior parte dei quali ha confermato che questa Amministrazione è assolutamente incapace nel programmare.
È stata votata la ratifica di una variazione di bilancio operata dalla Giunta: un’operazione condotta come se si trattasse, semplicemente, di spostare cifre da una casella all’altra, senza che fosse mostrata la minima attenzione per gli aspetti progettuali e politici del bilancio. In particolare, durante il dibattito su questo punto, l’Assessore Cavallo si è esibito in una difesa del proprio operato sul fronte della programmazione culturale, sostenendo che le iniziative organizzate con il contributo comunale hanno comportato una spesa non tanto elevata, se rapportata alle manifestazioni svolte in altre città, e che gli eventi hanno incontrato il favore del pubblico e dei cittadini.
All’Assessore Rino Cavallo facciamo rilevare, una volta di più, che in discussione non sono la qualità del singolo evento o i soldi erogati, ma la carenza di pianificazione e l’assenza di un reale coinvolgimento dei soggetti presenti e operanti sul territorio. Non si fa cultura promuovendo una sequela di iniziative slegate l’una dall’altra, ma cercando di ascoltare e di soddisfare i bisogni e gli interessi di una collettività. Ma una politica culturale del genere è possibile solo mettendo in rete quelle realtà che lavorano nella comunità e che sono in grado di interpretarne esigenze e aspettative.
Proprio a proposito della concertazione con le associazioni, l’Assessore Cavallo, quasi a volersi giustificare, ha dichiarato che l’attuale regolamento per la promozione dell’associazionismo, in vigore presso il Comune, dal suo punto di vista è deficitario e andrebbe rivisto: prova ne sarebbe il fatto che solo quattro associazioni culturali hanno rinnovato, per quest’anno, l’iscrizione all’Albo comunale.
In realtà, il nodo della questione è tutt’altro. Perché mai un’associazione dovrebbe essere invogliata a mantenere la propria iscrizione all’Albo, se questo non si traduce in una reale e viva interazione con le istituzioni?
Infine, sono stati votati i riconoscimenti di diversi debiti che si sono formati fuori bilancio. Gli ennesimi. A dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, la miopia e la sprovvedutezza di questa compagine amministrativa, che non è evidentemente in grado di dispiegare la minima capacità previsionale, neanche quando si tratta di gestire somme derivanti dall’ordinario contenzioso.

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