Valenzano. La cultura e il corpo delle donne

ritaglio delibera motoraduno

Milletrecento euro stanziati per dar spazio alle evoluzioni di ragazze mezze nude su pubblica piazza. Dev’essere questo il concetto di promozione culturale che tiene banco al Comune di Valenzano.
Ieri sera (sabato 25 giugno), i cittadini che si sono spostati su via De Gasperi, pensando di andare ad assistere a una manifestazione musicale, si sono trovati di fronte allo spettacolo di ragazze, in abiti a dir poco striminziti, che si dimenavano, esibendo i propri corpi come tagli di carne esposti al supermercato. Quello che doveva essere un motoraduno, associato al concerto, si è tramutato nel pretesto per le contorsioni di due donne che hanno “lavato” le carrozzerie delle moto a suon di reciproci sfregamenti.
Il degradante siparietto faceva parte di un evento sponsorizzato dal Comune di Valenzano, che con Delibera di Giunta n. 74 del 23 giugno 2016 ha concesso un finanziamento di milletrecento euro. Le motivazioni di questo stanziamento? La “validità della proposta” che, si legge nel provvedimento di Giunta, sarebbe stata “in grado di dare risalto al nostro territorio e di attirare un cospicuo numero di persone”.
Non sappiamo quanto risalto sia stato dato al nostro territorio con questi sistemi: certo è che su uno spazio pubblico si è consumato l’ennesimo mortificante spettacolo in cui le donne sono state declassate a oggetti. Strumenti per la soddisfazione di bassi appetiti. Per di più, questo show ha avuto il sostegno istituzionale del Comune, con tanto di elargizione di contributi.
È questo il modo con cui nelle stanze del Municipio vengono gestiti i fondi pubblici? Soprattutto, è questo il modo con cui si pretende di investire in cultura? È questo il metodo con cui l’Assessore Teodoro Cavallo vuole incentivare la crescita della nostra comunità?
Evidentemente, qualcuno ha ancora in testa lo schema delle politiche culturali come terreno di acquisizione del consenso. Tant’è vero che non viene fatta reale programmazione. Viene assemblata una serie di eventi slegati l’uno dall’altro, senza sforzarsi di imprimere una direzione.
Appare palese, allora, che tutte le belle promesse fatte in campagna elettorale sulla promozione dell’arte e dello spettacolo si sono dissolte. E appare altrettanto chiaro che l’Assessorato alla cultura non è in grado di svolgere una funzione di centro propulsore e di guida.
Che senso ha a questo punto mantenere quella delega in Giunta? Tanto varrebbe che il Sindaco la ritirasse.
Presumere di fare cultura dispensando “panem et circenses” significa non avere rispetto nei confronti del proprio ruolo di amministratori e soprattutto nei confronti dei cittadini.

Rispondi