Cronache dal Consiglio Comunale del 29 giugno 2016

consigliovalenzano

Al Comune di Valenzano va in onda il solito spettacolo all’insegna dell’arroganza e dell’indifferenza.
Il Consiglio Comunale del 29 giugno era stato convocato, su richiesta dei Consiglieri di minoranza, per dibattere su temi particolarmente rilevanti per la convivenza collettiva e le aspettative della comunità, come la questione morale e la gestione dell’igiene pubblica: speravamo che questa riunione potesse tradursi, una volta tanto, in un’occasione di confronto fruttuosa e costruttiva. Ci siamo illusi.
Durante la fase di discussione dedicata alla questione morale, il Consigliere Tonio De Nicolò, che ringraziamo per l’attenzione e per la disponibilità, ha rilanciato le proposte avanzate dal Partito Democratico: la Carta di Avviso Pubblico, l’anagrafe degli eletti, l’attivazione di istituti di partecipazione democratica. Idee che sono il risultato di un percorso e di un’elaborazione politica del nostro partito, ma che non intendevamo, e non intendiamo, come una nostra “esclusiva”. Tanto è vero che le avevamo pubblicamente offerte alla discussione del Consiglio, nell’auspicio che potessero rappresentare un terreno comune di incontro e di dialogo.
Così non è stato: la maggioranza si è semplicemente rifiutata di esaminarle, con motivazioni fragili e pretestuose. L’anagrafe degli eletti è stata liquidata dal Presidente del Consiglio, con l’argomento inconsistente secondo cui c’è già l’Albo pretorio on line. E però l’anagrafe degli eletti è cosa ben diversa dal semplice Albo pretorio: costituisce uno strumento di trasparenza attraverso il quale monitorare i comportamenti dei singoli rappresentanti politici. Sempre a detta del Presidente del Consiglio, la Carta di Avviso Pubblico non poteva essere portata in discussione perché non era stata inserita tra i punti all’ordine del giorno. È vero che il Consiglio non poteva adottare provvedimenti che non erano stati formalizzati, e però niente vietava ai Consiglieri di assumere un impegno politico. Bastava che ci fosse la volontà: una volontà che evidentemente era assente. L’adunanza del 29, infatti, non era chiamata a deliberare: doveva piuttosto costituire un momento di confronto politico su temi che riguardano la cittadinanza. Confronto che è venuto a mancare per la palese ostilità da parte della maggioranza.
Approfittiamo per sottolineare il fatto che il circolo del PD di Valenzano aveva già formalizzato, in tempi non sospetti, la proposta di adozione della Carta di Avviso Pubblico, con comunicazione protocollata il 9 febbraio 2015. Che fine ha fatto quella proposta? Come mai gli organi politici del Comune non si sono mai neanche degnati di prenderla in considerazione?
Analogo muro di disinteresse è stato eretto nei confronti delle proposte presentate dai Consiglieri Cicirelli e Romanazzi. Suggerimenti formulati con l’intento di restituire credibilità e dignità alle istituzioni, in un momento in cui l’immagine del Comune è stata offuscata da fatti di cronaca che rischiano di disorientare i cittadini e di generare un clima di sfiducia.
Rispetto a questi elementi di riflessione, la maggioranza si è rivelata assolutamente sorda. Per di più, è toccato di sentire, da parte del Sindaco e di diversi esponenti della compagine amministrativa, l’affermazione secondo cui il Consiglio si teneva per loro “concessione”. Un ragionamento del genere è il sintomo eclatante di una concezione padronale della politica, in nome della quale le istituzioni sono proprietà privata di pochi.
Il dibattito sulla questione morale si è concluso con un comizio del tutto fuori luogo tenuto dall’Assessore Cavallo, il quale ha decantato un attivismo e una vivacità nel campo della cultura e delle politiche sociali che, in piena onestà, non ci riesce di scorgere.
Analogo scenario si è prodotto quando si è passati alla discussione sulla gestione dell’igiene urbana.
Il Sindaco e la maggioranza sono stati costretti a riconoscere che ci sono limiti e contraddizioni nel servizio, ma hanno tentato di minimizzare la situazione, ricorrendo a vacue formule di rassicurazione o generici appelli al senso di responsabilità da parte di tutti. Abbiamo persino assistito a grottesche giustificazioni in merito ai disservizi, come la storia secondo la quale la macchina spazzatrice non riesce a pulire in maniera efficiente le strade perché incontra le automobili parcheggiate.
Insomma, il Consiglio del 29 si è risolto in una clamorosa occasione sprecata. Soprattutto, ha rappresentato l’ennesima dimostrazione dell’incapacità di assumersi le proprie responsabilità che caratterizza questa Amministrazione.

Rispondi