Valenzano. Che fine ha fatto la proposta di adottare la Carta di Avviso Pubblico?

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Nel corso della discussione sulla questione morale, svoltasi durante il Consiglio Comunale del 29 giugno, la maggioranza ha innalzato un ostinato muro di gomma nei confronti della proposta di adottare la Carta di Avviso Pubblico, rifiutandosi persino di discuterla.
La motivazione addotta per sostenere questo diniego? L’argomento non era stato ufficializzato formalmente e non era inserito fra i punti all’ordine del giorno. Una giustificazione traballante: il Consiglio Comunale del 29 era stato convocato come momento di dibattito e di riflessione su temi di portata generale. Non doveva adottare nessun provvedimento specifico. Ma proprio per questo i Consiglieri, se avessero voluto, potevano assumersi degli impegni politici.
Soprattutto, non possiamo fare a meno di ricordare che il circolo del Partito Democratico aveva già provveduto, in tempi non sospetti, a formalizzare la proposta di adeguare il piano triennale di prevenzione della corruzione del Comune di Valenzano ai principi e alle prescrizioni della Carta di Avviso Pubblico. Avevamo protocollato una comunicazione già lo scorso 9 febbraio 2015. Per di più, il Segretario Generale si era successivamente premurato di risponderci, precisando che quella era una decisione che spettava agli organi politici: di conseguenza tutte le valutazioni in merito venivano rimesse al Sindaco e al Presidente del Consiglio.
Che fine ha fatto quella proposta? In quale cassetto degli uffici comunali giace imboscata? Come mai gli organi politici si sono ben guardati dal prenderla in considerazione?
Ci aspettiamo, anche sulla scia del dibattito sulla questione morale che si è svolto durante l’adunanza del 29 giugno, che in un prossimo Consiglio Comunale possa essere ripresa in considerazione l’opportunità di adottare la Carta di Avviso Pubblico.
Questo codice etico, improntato a valori di trasparenza, imparzialità e correttezza, potrebbe rappresentare uno degli strumenti adeguati a ridare credibilità alle istituzioni. Ce n’è bisogno, soprattutto in un momento di disorientamento e confusione come quello attuale.

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