Valenzano. L’emergenza pioggia e i rimpalli di responsabilità

Valenzano allagata

Nella giornata di ieri (domenica 7 agosto), i cittadini valenzanesi hanno assistito all’ennesima grottesca pantomima. Il territorio era martoriato dalla pioggia, le strade si erano ridotte a fiumi in piena, diversi scantinati erano invasi dall’acqua. Nel frattempo, gli esponenti dell’Amministrazione, invece che attivarsi per far fronte allo stato di necessità, non hanno saputo fare di meglio che praticare il solito esercizio dello scaricabarile. In particolare, ci sono stati rappresentanti della maggioranza che sono arrivati al punto di sostenere che se pioveva non era certo colpa del Sindaco e che anche altri paesi erano allagati.
Ieri un intero paese era in una situazione di crisi, e si rischiavano danni anche gravi a persone o cose: in un frangente come quello, ai cittadini interessava ben poco sapere di chi fosse la colpa. La comunità avrebbe auspicato, e meritato, di vedere un altro scenario: amministratori che si assumevano le proprie responsabilità, prodigandosi nella maniera più sollecita e accorta possibile per gestire le emergenze. Questo è il ruolo di un esponente istituzionale che voglia realmente onorare gli impegni assunti nei confronti della collettività.
È sicuramente doveroso guardare con occhio critico al passato e alle cause degli attuali guasti che affliggono il territorio, ma non per cercare colpe da addossare agli altri con il mero intento di lavarsi la coscienza, ma per ricostruire gli errori e per cercare di porvi rimedio. Insomma, per intervenire sul presente e per pianificare in maniera più efficace sul futuro.
Da questo punto di vista, ci pare di poter affermare che Valenzano paga lo scotto di decenni di espansione caotica e incontrollata. Una crescita si è realizzata senza un progetto complessivo e senza tener conto delle emergenze ambientali e idrogeologiche che caratterizzano il territorio.
La nostra comunità, allora, ha bisogno di dotarsi una volta per tutte di strumenti di pianificazione urbanistica efficaci e adeguati. C’è la necessità, sempre più impellente, di direttive e indirizzi certi in materia di sviluppo territoriale. Strategie che prendano atto della situazione odierna per inquadrarla in una visione per il futuro.
L’Amministrazione Lampignano, prima della caduta anticipata, aveva innescato proprio questo tipo di percorso, impostando la gestione del territorio in un’ottica di rigenerazione e riqualificazione.
La politica dovrebbe trasformare momenti di allarme come quello di ieri in occasioni per cominciare a ragionare di questi temi. Non per esibirsi in abusati e avvilenti rimpalli di responsabilità.

2 Responses to Valenzano. L’emergenza pioggia e i rimpalli di responsabilità

  1. Franco Pancotto scrive:

    Per quanto io aborra la linea politica nazionale e internazionale del Vs. partito, mi trovate d’accordo nell’opposizione alla Giunta Lomoro di Valenzano.
    Certo, mi piacerebbe che alle critiche giustificate e scritte benissimo su questo sito, seguissero dei fatti concreti al fine di smascherare l’inettitudine clientelare e affaristica che la caratterizzano.
    Io personalmente non ho nessun partito da votare in questo scenario malavitoso che vede l’Italia tra le prime nazioni corrotte del mondo, ma al momento opportuno saprò cosa fare alle elezioni comunali che auspico arrivino al più presto possibile.

    Franco Pancotto (classe 1959)

  2. Franco Pancotto scrive:

    Lupus in fabula…

    Come volevasi dimostrare a una settimana dalla pubblicazione del mio commento qui sopra riportato, il lancio della mongolfiera sponsorizzata dalla malavita locale, sicuramente in accordo con l’Amministrazione Lomoro di Valenzano, in occasione della festa patronale di San Rocco, è l’ennesima e direi plateale evidenza della collusione tra le parti in causa.
    Il patetico commento del Sindaco Lomoro “questa è una strumentalizzazione politica” lascia il tempo che trova, tant’è che la vicenda è stata già posta all’attenzione degli inquirenti che svolgeranno sicuramente il loro lavoro aprendo una doverosa inchiesta.

    Il tempo è galantuomo…

    Franco Pancotto (classe 1959)

Rispondi