Capita a Valenzano. Una riflessione su xenofobia, intolleranza, accoglienza

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Capita a Valenzano che ciclicamente vengano riproposti annunci pretestuosi e immotivati su imminenti invasioni di immigrati.
Capita che queste voci distorte vengano riprese e rilanciate dal chiacchiericcio che agita le piazze reali e virtuali.
Capita che a queste vere e proprie bufale venga dato credito da una serie di individui ai quali non importa controllare la veridicità di una notizia. Quello che preme loro è che quella notizia, per quanto palesemente infondata, corrobori la loro percezione del mondo organizzata per compartimenti stagni.
Capita che le persone che provano a segnalare l’inconsistenza e la pericolosità di simili ragionamenti vengano irrise e marginalizzate.
Capita che gli spezzoni di comunità che vorrebbero innalzare muri nei confronti dello straniero e del diverso, siano, grosso modo, quegli stessi settori che si ostinano a sostenere che la mafia non esiste.
Siamo evidentemente di fronte a una visione angusta e ristretta: quella di un paesello chiuso, ripiegato su se stesso, che respinge tutte le “intrusioni” esterne (individuate come aliene e disturbanti) e che allo stesso tempo non vuole, o non sa, interrogarsi sulle contraddizioni che lo disgregano dall’interno.
A questa concezione non vogliamo e non possiamo arrenderci.
Esiste una Valenzano aperta, accogliente, inclusiva.
Con questa Valenzano vogliamo continuare a ragionare di percorsi di integrazione e di multietnicità.

Francesco Calè, segretario Pd – Circolo di Valenzano

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