Valenzano. Falle procedurali nella realizzazione dell’area sgambettamento cani

ritaglio delibera area sgambettamento cani

Da qualche tempo a Valenzano è stato avviato un intervento che l’attuale Amministrazione tiene a presentare come uno dei fiori all’occhiello della propria azione: la realizzazione di un’area, che sta sorgendo nella zona fra la circonvallazione e via Einaudi, e che dovrebbe essere dedicata allo sgambettamento dei cani.
Ebbene, questa operazione si fonda su presupposti procedurali a dir poco anomali.
Infatti, nella Delibera di Giunta n. 156 del 23/12/2016, con la quale è stato disposto l’atto di indirizzo per la realizzazione dell’area, c’è uno svarione madornale: viene citata, come se fosse una Legge della Regione Puglia, la Legge Regionale n. 27 del 07/04/2000, avente a oggetto “Nuove norme per la tutela e il controllo della popolazione canina e felina”. Questa, in realtà, è una normativa della Regione Emilia Romagna: come tale, non può produrre effetti giuridici valevoli per Comuni pugliesi.
Inoltre, non sembra che fra i vari passaggi compiuti dall’Amministrazione nella definizione di questo progetto sia mai stata coinvolta la ASL. Tant’è vero che non viene incluso nessun parere dell’autorità sanitaria che supporti o conforti la scelta di collocare l’area di sgambettamento a 5 metri da un’abitazione.
Le stesse contraddizioni (e in particolare l’incongruente menzione di quella che è una Legge dell’Emilia Romagna) caratterizzano la Delibera n. 95 del 18/07/2017, che ha come oggetto l’atto di indirizzo relativo a un’analoga area che dovrebbe sorgere in zona Arcade.
Il livello di civiltà di una comunità si misura anche in base ai diritti riconosciuti agli animali. E un’area destinata allo sgambettamento dei cani è un’opera opportuna, per non dire indispensabile, per garantire ai possessori di animali la possibilità di andare incontro alle esigenze dei propri amici a quattro zampe in maniera sostenibile e compatibile con le istanze del territorio e della collettività.
Proprio per questo, però, un intervento simile deve essere sostenuto da fondamenti giuridici e normativi solidi e corretti, in maniera tale da evitare falle che possono pregiudicare l’efficace fruizione della struttura o la sua stessa concretizzazione.

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