Il cartellone dell’estate valenzanese. Ma la programmazione dov’è?

ritaglio cartellone estate valenzanese

È stato divulgato il cartellone degli eventi culturali e artistici programmati dall’Amministrazione Comunale per movimentare l’estate dei valenzanesi. Una serie di iniziative che, alla luce delle informazioni contenute nella Delibera di Giunta n. 103 del 3 agosto 2017, verranno a costare alle casse dell’Ente locale poco più di 31.000 euro. Uno stanziamento cospicuo, che non corrisponde però a un investimento su quella che dovrebbe essere la missione strategica della cultura: promuovere la crescita del territorio e del tessuto civile.
Non vogliamo discutere della qualità dei singoli eventi o delle competenze e delle professionalità degli operatori che li organizzano. Il problema sta nell’ennesima dimostrazione dell’incapacità progettuale dell’Amministrazione: siamo di fronte, infatti, a un insieme scucito e frammentario di iniziative. Tante manifestazioni che non seguono un filo conduttore, e che proprio per questo sembrano incapaci di interpretare i bisogni e le aspettative della comunità.
Continuiamo a credere nella cultura come occasione di socializzazione e di aggregazione, come fattore di rilancio dell’identità territoriale e come opportunità di riappropriazione degli spazi urbani.
Proprio per questo non possiamo fare a meno di rivolgere delle domande all’Amministrazione sui criteri e sugli obiettivi della programmazione culturale a Valenzano:
1) In base a quali valutazioni sono stati ripartiti i 31.000 euro destinati all’estate culturale valenzanese?
2) Perché non è stato ancora reso pubblico il regolamento che disciplina la concessione di contributi per le associazioni e per le manifestazioni culturali?
3) Come mai non è stata ancora attivata la Consulta delle Associazioni, vale a dire quello strumento che metterebbe in grado l’Amministrazione di delineare una programmazione concertata con quei soggetti che vivono e animano il territorio?
Aspettiamo che l’Amministrazione fornisca gli opportuni chiarimenti non tanto a noi, ma alle associazioni e ai cittadini, in nome di quei principi di trasparenza e di correttezza che dovrebbero ispirare il rapporto fra un’istituzione e la comunità.

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