Valenzano. L’ordinanza di chiusura del mercato ittico

ritaglio ordinanza chiusura mercato ittico

Con ordinanza dirigenziale n. 6 dello scorso 22 agosto, il Comune di Valenzano ha disposto la chiusura immediata del settore ittico del mercato ittico di Via Di Vittorio/Via Nenni, con la conseguente sospensione temporanea della vendita di prodotti ortofrutticoli.
I modi e le forme con cui è stato disposto il provvedimento suscitano più d’una perplessità.
In primo luogo, è singolare se non anomalo che il procedimento non abbia visto il minimo coinvolgimento della ASL: la competente autorità sanitaria non è stata allertata prima dell’avvio di un’azione di questa natura (quando sarebbe stato opportuno che il Comune acquisisse perlomeno un parere) e non è stata neanche informata dopo l’emissione dell’ordinanza. Tra i destinatari della notifica dell’atto manca qualsiasi accenno alla ASL.
Inoltre, stando a quanto si legge nel testo dell’ordinanza, la misura sarebbe stata adottata in seguito alle lamentele di cittadini e acquirenti, relative ai cattivi odori provenienti da quell’area. Ebbene, se così è, tutta la gestione della tempistica appare surreale. Il sopralluogo viene effettuato il 25 luglio. La copia del verbale di ispezione viene trasmesso dal comando Polizia Municipale agli uffici per le Attività Produttive e per i Lavori Pubblici la settimana successiva, vale a dire il 1° agosto. L’ordinanza viene emanata solo il 22 agosto, e dispone la chiusura per il 1° di settembre. Ma a questo punto, dov’è finita l’urgenza determinata dai cattivi odori? Perché far valere gli effetti a partire da settembre, ossia in un periodo in cui si può presumere che quel clima torrido che ha contribuito a generare l’emergenza si acquieterà?
In più, i controlli avrebbero accertato che il fetore è causato dallo scorretto smaltimento degli scarti di prodotti ittici nella rete fognaria. Ci domandiamo: i soggetti che hanno messo in atto questa condotta sono stati sanzionati? Oppure ci si è limitati a emettere l’ordinanza di chiusura? E ancora, nel momento in cui viene constatato un comportamento illecito perpetrato da singoli e all’interno di precisi settori, perché intervenire sull’intera area, penalizzando la collettività dei commercianti e dei cittadini che si recano a fare la spesa? Soprattutto, perché, prima di ricorrere a una misura tanto drastica, non ci si è premurati di individuare soluzioni alternative, tali da offrire certezze a venditori e acquirenti?
Insomma, l’impressione è quella di trovarci di fronte all’ennesima soluzione raffazzonata, che non risolve alcunché e che produce ulteriori difficoltà.

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