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Valenzano. I segnali di speranza per il futuro. Le lezioni del passato

È una bella storia quella che ci viene restituita dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno in edicola ieri, lunedì 25 marzo. Una storia che rappresenta un segnale di speranza per il futuro.

Parliamo della storia della cooperativa sociale Semi di Vita, che gestirà 26 ettari di terreno confiscati alla criminalità organizzata a Valenzano.

Esperienze di impegno collettivo del genere, per una comunità come quella valenzanese, sono l’occasione per riappropriarsi di quelle risorse che i clan le hanno sottratto e per riscoprire identità e senso di appartenenza.

Ma la Gazzetta di ieri ricostruisce anche altre storie. Storie di intrecci di interessi opachi. Storie di arroganza  di quei poteri criminali che allungano le mani sugli appalti. Storie di progetti, che potrebbero essere opportunità di crescita per i nostri territori, trasformati in strumenti per riciclare proventi illeciti.

La politica, tutta la politica, dovrebbe farsi carico della rilettura di queste storie. Chi ha avuto ruoli di guida della comunità, e per inadeguatezza, disattenzione o sottovalutazione, ha lasciato che nel tessuto civile si aprissero quelle crepe in cui i poteri occulti e criminali hanno avuto la possibilità di infiltrarsi, dovrebbe, in maniera matura, mostrare di sapersi assumere le proprie responsabilità. 

La costruzione di un futuro possibile comincia dalla lezione che proviene dal passato.

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