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Tag Archives: beni confiscati

Valenzano. I segnali di speranza per il futuro. Le lezioni del passato

È una bella storia quella che ci viene restituita dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno in edicola ieri, lunedì 25 marzo. Una storia che rappresenta un segnale di speranza per il futuro.

Parliamo della storia della cooperativa sociale Semi di Vita, che gestirà 26 ettari di terreno confiscati alla criminalità organizzata a Valenzano.

Cronache dal Consiglio Comunale del 28 febbraio 2017

La seduta di Consiglio Comunale svoltasi nel pomeriggio di martedì 28 febbraio è stata condizionata, come era prevedibile, dalle recenti notizie di cronaca che si sono abbattute sull’Amministrazione valenzanese, e in particolare dalla denuncia sporta nei confronti del Sindaco da una ragazza, in merito a presunte richieste di favori sessuali. 

Riappropriarsi degli spazi, respingere l’assoggettamento alle mafie

La mafia esiste. Ma esistono anche le reti di esperienze individuali e collettive in grado di sbarrare la strada alla criminalità organizzata, impedendole di attecchire nel tessuto civile delle nostre comunità. È il messaggio che è stato rilanciato in occasione dell’iniziativa “Liberiamoci dal male”, organizzata a Valenzano da Libera, Arci e Agesci.

Per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia

A Valenzano sono presenti numerose proprietà immobiliari confiscate alla mafia e alle organizzazioni criminali. È necessario un confronto sul loro possibile riutilizzo sociale, in modo tale da valorizzare questo elemento come fattore di pianificazione e di sviluppo.

Aggressione al Sindaco di Valenzano. Un gravissimo campanello d’allarme

L’aggressione subita dal Sindaco di Valenzano (al quale, al di là di ogni divergenza politica, va la nostra solidarietà) è un gravissimo campanello d’allarme, che richiama l’attenzione su un territorio che aveva già lasciato trasparire segnali inquietanti.
A quanto si apprende dagli organi di stampa, il responsabile del ferimento sarebbe una persona con precedenti penali alle spalle. Per di più, l’atto di violenza sarebbe scaturito da un motivo ben preciso: la richiesta di assegnazione di un alloggio. E non un alloggio qualsiasi, ma uno degli immobili confiscati alla mafia.